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Virtus – Valli: “Capo d’Orlando? Prova di maturità”

31 Gennaio 2015
Virtus – Valli: “Capo d’Orlando? Prova di maturità”

Dopo l’esaltante vittoria contro Sassari, la Granarolo si prepara all’importante trasferta in terra siciliana, dove sfiderà l’Upea Capo d’Orlando di coach  Griccioli.

Speravo fosse una settimana un po’ più tranquilla – spiega Giorgio Valli alla stampa – e invece abbiamo dovuto lavorare un po’ a strappi: Reddic si è fermato per problemi alla schiena ed è tornato in gruppo oggi pomeriggio. Quello di domani non sarà un vero e proprio allenamento visto che arriveremo dopo il viaggio. Hazell aveva una tallonite un po’ fastidiosa. Imbrò si è fermato perché aveva un problema al tendine del ginocchio, ma non relativo al suo infortunio dell’anno scorso. Insomma, ci siamo allenati a tre cilindri, ma con grande impegno e voglia di continuare lungo la strada intrapresa”.

La consapevolezza è che ogni settimana, per questa Granarolo, comincia una nuova sfida: “La vittoria di Sassari non ha lasciato niente di più che una soddisfazione di fondo – continua il coach –  indipendentemente dal clamore che ha lasciato, i punti di vantaggio dalle ultime in classifica sono pochi, quindi speriamo di portarne a casa almeno due da queste due trasferte, perché ci troveremo poi in casa squadre molto in forma e temibili. Devo ringraziare il settore giovanile, che ci sta dando una grossa mano. Stiamo recuperando Oxilia, che inizierà ad allenarsi con continuità con noi”.

L’attenzione, adesso, è tutta su Capo d’Orlando: “Incontriamo una squadra che ha vinto le ultime cinque gare casalinghe e anche molto bene. Possiede giocatori di grande esperienza, è un gruppo messo bene in campo, soprattutto a livello difensivo. Noi, invece,  non siamo squadra dall’alto potenziale offensivo, e soprattutto quando si gioca in trasferta con questi avversari bisogna appoggiare la palla sotto canestro per avere tiri importanti. Vincere le partite con il solo tiro da fuori è aleatorio”.

Per noi si tratta di una prova di maturità a livello offensivo – continua l’allenatore della Granarolo – dovremo essere capaci di tenere la partita punto a punto. Sono una squadra che ‘tenta’ gli avversari invitandoli a prendere dei tiri apparentemente facili all’inizio dell’azione. Non dovremo farci ingannare. Sicuramente dobbiamo fare vedere che dobbiamo stare in partita tenendola punto a punto. Magari i finali anche con un pizzico di fortuna poi possono volgere a tuo favore e la squadra di casa ha sempre un po’ di pressione in più. E’ una prova di maturità a livello offensivo. Sono una squadra che nei primi secondi ti lascia un buon tiro illudendoti e inoltre sono molto fisici, quindi pericolosi. Fontecchio? Ha fatto una settimana completa, lo aspettiamo più in ritmo e avremo bisogno di lui“.

Da Fondazione Virtus, intanto, la notizia di nuove risorse in arrivo, emersa dall’incontro di ieri nella sede di Emil Banca, e l’idea di poter programmare partendo da queste basi importanti. “Programmare è una parola che piace molto a noi allenatori. Solo quando c’è un progetto a lungo termine c’è la consapevolezza di fare qualcosa che serve. E’ la parola chiave per noi che sappiamo cosa vuol dire veder migliorare un giocatore o crescere una intera squadra. L’importante è che sia frutto di un pensiero razionale e non di una emozione. Se vorrei essere l’allenatore dell’anno prossimo qui? Tutti vorrebbero fare l’allenatore della Virtus. Perché non solo sei in Serie A, ma sei anche in un posto serio. Stiamo assumendo credibilità sempre maggiore, ma noi siamo uomini di campo e ci dedichiamo solo all’oggi, non a ieri né a domani”.

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