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Virtus – La difesa Granarolo torna in barca a Porto San Giorgio

16 Febbraio 2014
Virtus – La difesa Granarolo torna in barca a Porto San Giorgio

SUTOR – GRANAROLO 86-84
(26-20; 48-44; 64-62)
Montegranaro: Cinciarini 23, Sakic 10, Mayo ne, Tessitore 3, Rossi, Lauwers 19, Cantarini ne, Campani 9, Mazzola 11, Mitrovic 6, DeFenza ne, Skeen 5. All. Recalcati.
Virtus Bologna: Gaddefors 6, Hardy 14, Motum 10, Fontecchio 6, Landi ne, Negri ne, Gazzotti ne, Ware 16, Bianconi ne, King 8, Walsh 14, Ebi 10. All. Valli.

Bye bye play off. La Virtus cade anche a Porto San Giorgio e, nonostante manchino ancora undici giornate, è virtualmente fuori dalle prime otto. Contro una squadra senza il suo miglior giocatore (il play Mayo) e con problemi economici seri (spesso la squadra non s’è allenata, non avendo ricevuto garanzie sugli emolumenti), la Granarolo è stata quasi sempre sotto, a causa, in primis, della solita partenza al rallentatore in difesa.
Col rientro di Walsh, coach Valli parte con Matt nello starting five e Hardy in panchina. Dopo un inizio di ciapanò, Montegranaro prendeva in mano le redini dell’incontro fino al 26-17, cioè prima che Fontecchio indovini la tripla impossibile allo scadere. Nel secondo quarto la musica in difesa non cambiava, con la Sutor che manteneva quasi sempre due possessi di vantaggio e, anche in questa frazione, era Fontecchio, di tabella, ad infilare la bomba miracolosa (48-44 al 20′).
Nella ripresa arrivava, finalmente, la reazione dei bianconeri che impattavano, con una schiacciata di King, a quota 62. Negli ultimi dieci minuti è un continuo botta e risposta: sul missile di Walsh del 76-78, a 3′ dalla fine, l’inerzia sembrava a favore dei virtussini, ma le disattenzioni difensive venivano pagate a caro prezzo (leggasi, soprattutto, il 2+1 di Mazzola dell’81-80). Hardy falliva la penetrazione del controsorpasso e Cinciarini infilava il missile del +4 quasi allo scadere dei 24″. La tattica del fallo sistematico funzionava, ma sull’85-84, Walsh recuperava palla e tirava, con troppo fretta, da oltre l’arco dei 6,75. Rimbalzo Sutor, immediato fallo, ma era troppo tardi e la conclusione di Ware da circa venti metri non arrivava neppure al ferro.

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