Radio Nettuno

Matteo Boniciolli: “La squadra ha acquisito la sua identità”

28 Gennaio 2017
Matteo Boniciolli: “La squadra ha acquisito la sua identità”

Di nuovo una sfida che ricorda il passato. Gli anni sono trascorsi, i colori sono cambiati, ma la rivalità resta sempre la stessa. Non è una banale partita di A2, è Fortitudo -Treviso, i club che hanno segnato la storia della pallacanestro italiana.

Sarà una grande partita. Vincere significherebbe dimostrare di aver fatto un ulteriore passo avanti. Treviso è una squadra molto solida che dal punto di vista strutturale ha dimostrato di avere una difesa migliore della nostra, e con cui la sorte è stata meno avversa.”

L’attesa è finita. Alex Legion scenderà in campo.”Lui sa, e ne è soddisfatto, che non giocherà 40 minuti come succedeva nelle squadre precedenti. Venendo qua, ha accettato di smettere di fare la prima punta in squadre con obiettivi inferiori rispetto ai nostri e di mettersi in gioco.Sono certo che sia un giocatore di qualità, con forti capacità individuali che possono andare a sopperire a quelli che fino ad ora sono stati i nostri limiti.”

La squadra con l’innesto di Alex Legion doveva essere finalmente al completo, la stessa che era nel progetto del Coach già dall’estate ma, almeno contro Treviso, non sarà cosi.
Luca Campogrande è stato costretto a fermarsi  a causa della lesione al legamento della caviglia e  Stefano Mancinelli rappresenta un interrogativo per la gara di domenica:”ha riscontrato un problema funzionale al ginocchio”.

Nonostante ciò, il miglioramento delle condizioni fisiche della squadra, nell’ultimo periodo, è un dato da non sottovalutare. Se viene aggiunto anche  l’atteggiamento positivo che le ultime tre gare, contro Virtus, Verona e Ravenna, si sono portate dietro, allora non si può far altro che predire una grande sfida. ”Stiamo cominciando a fare ciò che gli anni scorsi non siamo mai riusciti a fare se non nei playoff: Tatticizzare. Ora la squadra è pronta a farlo. Io credo che se si vuole costruire qualcosa di lunga durata bisogna prima occuparsi della propria identità e ,una volta acquisita, si può lavorare sulle deviazioni.” 

E.F.

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