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La Virtus si ferma sul più bello e Verona batte la capolista

12 Marzo 2017
La Virtus si ferma sul più bello e Verona batte la capolista

TEZENIS – SEGAFREDO 113 – 105 d2ts
(23-25; 42-49; 62-67; 87-87; 100-100)
Verona: Diliegro 12, Robinson 11, Amato 8, Portannese 22, Guglielmi ne, Boscagin, Pini 6, Frazier 25, Rovatti ne, Brkic 21, Totè 8. All. Dalmonte.
Virtus: Spissu 22, Umeh 17, Spizzichini 5, Petrovic ne, Ndoja 13, Rosselli 18, Michelori 2, Oxilia ne, Penna, Lawson 28, Bruttini. All. Ramagli.

C’è più di un rammarico per la sconfitta della Virtus a Verona. Dopo aver raggiunto il +17 nel secondo quarto, i bianconeri hanno faticato a difendere sugli scaligeri, subendo fin troppo dall’ex Brkic, il migliore in campo. Nel primo supplementare, poi, è mancato il killer instinct che in altre occasioni era sempre stato presente, mentre, nel secondo overtime, non c’era più benzina, anche a causa delle rotazioni, inspiegabilmente, molto ridotte.
La cronaca: botta e risposta nei primi dieci minuti, con Lawson che iniziava col turbo (suoi i primi 9 punti dei bianconeri). Dalle ultime curve del primo quarto ecco iniziare il miglior momento della Segafredo: triple di Ndoja, Umeh, Spizzichini, sprazzi di talento di Rosselli ed una difesa attenta. Morale, 25-42. Era Portannese (18 punti all’intervallo con 7/8 dal campo), però, a trascinare la Scaligera dentro la partita e ad andare al riposo col minimo dei danni (42-49).
Nella ripresa gli ospiti ritornavano a +12 (48-60) grazie al solito Lawson, ma, con un break di 14 a 2, Verona impattava con Diliegro. Da quel momento iniziava una lunghissima volata (67-67; 72-71; 75-76), con i veneti che tentavano la fuga in due occasioni e cioè sull’80-76 e sull’83-79, ma la Virtus non mollava ed agguantava il supplementare con un canestro, dopo rimbalzo offensivo, di Lawson a -3”.
L’inerzia era tutta bianconera e, infatti, ecco le tre bombe del 90-96 al 42’. Brkic, però, rispondeva da campione e si arrivava al 100-100 con l’errore di Portannese e l’ultimo possesso gestito male da Rosselli. Scampato il pericolo, la Tezenis ne aveva di più e, pur non giocando la sua migliore pallacanestro, dal 105-102 si portava al 109-103 che, con due minuti d’anticipo, decretava virtualmente la fine delle ostilità.

s.m.

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