Radio Nettuno

La Segafredo non sbaglia e vince, con qualche patema, contro Recanati

4 Dicembre 2016
La Segafredo non sbaglia e vince, con qualche patema, contro Recanati

RECANATI – SEGAFREDO 83 – 87
(18-21; 42-45; 56-68)
Recanati: Reynolds 17, Bader 19, Marini 6, Pierini 5, Loschi 14, Bolpin 5, Andrenacci ne, Sorrentino, Fossati ne, Maspero 15, Spizzichini 2, Renna ne. All. Sacco.
Virtus: Spissu 19, Umeh 20, Pajola 3, Spizzichini 9, Petrovic, Ndoja ne, Rosselli 4, Michelori 7, Oxilia 2, Penna, Lawson 23. All. Ramagli.

Missione compiuta per la Virtus ad Ancona, anche se i patemi finali hanno riportato la mente al match di Ferrara. Nella peggiore serata stagionale di Rosselli, la Segafredo ha trovato un ottimo Spissu, uno Spizzichini in crescita e la solita coppia americana in grado di fare la differenza (43 punti sugli 87 complessivi).
Sempre senza Ndoja, Ramagli partiva col solito Petrovic in quintetto, sostituito, come sempre, da Oxilia dopo circa quattro minuti. In quello scorcio, Bader faceva vedere il suo tiro dalla lunga distanza, ma non si andava mai sotto le cinque lunghezze (9-4 e 13-8) e, pian piano, i bianconeri mettevano la testa avanti (parziale di 2 a 13), grazie ad un ottimo Michelori. Nella seconda frazione Recanati rimetteva la freccia e conduceva fino al 42-37. Lì, break di 0-8 e Virtus al riposo nuovamente sul +3. Il terzo quarto era a senso unico: dopo un inizio bruttino per entrambe le squadre, la Segafredo volava con I canestri di Lawson, Spissu ed Umeh (46-59). L’onda lunga sembrava inarrestabile ed il tabellone segnava 49-66 al 28’. I marchigiani erano, però, vivi ed iniziavano l’ultimo periodo come avevano finito quello precedente e cioè con un gioco da tre punti (59-68). I felsinei si trovavano ancora a +12 a 5’ dalla sirena, ma Maspero era letale e, in attacco, la Virtus si bloccava (72-78). La stessa ala infilava il missile del -2 (80-82) a 15” dalla fine. 1/2 per la Segafredo dalla lunetta e 2/2 di Maspero (82-83 a -11”). Anche Umeh faceva percorso netto, mentre Bolpin ne sbagliava uno (83-85). I liberi della staffa erano nelle mani di Spissu, che faceva doppietta e chiudeva ogni discorso.

s.m.

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