Senza dubbio il Bologna è al momento la squadra che gioca il calcio migliore della serie A, per idee, per linee di gioco, per intensità e per mentalità: tutti i calciatori sono coinvolti in quello che è il vero obiettivo finale, cioè vincere la partita.

Ecco allora che la squadra certamente si sbilancia in avanti, ogni tanto prende qualche infilata di troppo come ieri sera sull’out difensivo destro, quando Perotti e Kolarov hanno impensierito più di una volta Tomyiasu, ma il nipponico ha continuato a macinare km su e giù per la fascia senza tanti condizionamenti, dimostrando mentalità, appunto.

Così, anche quando i giallorossi hanno tentato più per disperazione che per una vera idea tattica di buttare dentro il doppio centravanti, i rossoblù non hanno alzato le barricate ma si sono difesi sempre con l’idea di ripartire per fare il quarto gol, mentalità appunto.

La verità, è che il Bologna questa idea di gioco l’ha fatta sempre intravvedere anche nei momenti in cui i risultati erano solo parziali ed è stato difficile farlo capire ai tanti che invece ad ogni difficoltà chiedevano e chiederanno interventi sul mercato: il materiale lo abbiamo già in casa, inutile aggiungere figurine a caso.

Sarà così anche per Skov Olsen, apparso ancora timido e per Dominguez, certamente più a suo agio caratterialmente ma un pochino indietro di condizione rispetto ai compagni.
Ad emergenza ultimata sulla fascia sinistra, quando rientreranno Dijks e Krejici, ci accorgeremo che anche il centrale difensivo tanto reclamato, lo stiamo gia facendo giocare, mascherato da esterno sinistro.

La pazienza è una dote rara, ma di esempi così ce ne sono talmente tanti in tutte le squadre e a tutti i livelli che mi stupisco di quanti ancora rincorrono sogni di mercato che il più delle volte si dimostrano incubi.

Tornando alla partita, va certamente sottolineato come l’aver approfittato di una Roma in vera crisi non debba essere dimenticato ma la realtà ci racconta di un Bologna che in queste 23 partite ha messo sotto quasi sempre, qualunque avversario, se non per tutta la partita almeno per larghi tratti e che le gare in cui si è adattato ai ritmi altrui sono state pochissime: è sempre una questione di mentalità!

Quindi, senza pensare a chissà quali traguardi ma con la consapevolezza di sempre, giochiamo una partita per volta, scopriamo sempre più e sempre meglio il tanto materiale che abbiamo ancora da ammirare e divertiamoci, che alla fine è poi ciò che conta.

Tosco Madeinbo

barrow