Il Tosco l’ha vista così

Bologna Udinese 1-1

 
Partita interessantissima da un punto di vista tattico, tre assetti mutati nei 90 minuti per il Bologna, 2 per i friulani, vediamo come: i rossoblù si presentano con il consueto 4 2 3 1 anche se la posizione di Skov Olsen era diversa come mansioni offensive rispetto al titolare Soriano, infatti il giovane danese agiva nel mezzo-spazio di destra per tentare di liberare il suo tiro mancino, mentre gli altri 9 compagni di corsa occupavano le solite posizioni.
 
Dopo un buon inizio, i ragazzi di Mihajlovic hanno perso un po’ di compattezza proprio per la mancanza di un “cucitore” come Soriano: né Skov Olsen né tanto meno Dominguez sono riusciti in questo.
Il primo per chiara inattitudine alla mansione, il secondo troppo impegnato in fase difensiva nel contrastare il dirimpettaio De Paul che per i primi 45 minuti lo ha portato fuori posizione più di una volta.
 
Nonostante questa sofferenza il talento argentino non si è comunque perso d’animo e ha contribuito a rilanciare l’azione dei compagni quando ha potuto: il tracciante che ha liberato Orsolini è stato di una qualità notevolissima.
 
Insomma, tutto la prima frazione ha visto un Bologna faticare a trovare le solite linee guida, più per errori individuali che per altro: troppe le giocate errate di Barrow, di Orsolini, di Skov Olsen, finanche di Palacio per far risultare la manovra incisiva, condita poi dalla cattiva lettura sul calcio piazzato che porta i bianconeri in vantaggio a complicare ulteriormente le cose.
 
Invece è solo il preludio ad un secondo tempo bello, vibrante, dentro al quale i giocatori del Bologna mettono di tutto: cuore, corsa, grinta e anche giocate di qualità e lavora molto bene anche lo staff di Sinisa, apportando quelle modifiche strutturali che hanno disordinato l’assetto difensivo dei friulani.
 
L’ingresso di Baldursson ha consentito una maggior compattezza in mediana ristabilendo più ordine tattico, lo spostamento a sinistra di Tomyiasu ha allargato le maglie della difesa avversaria consentendo più libertà a Barrow che da quel momento ha goduto di molta libertà sul mezzo-spazio di sinistra non a caso sono arrivate un paio di occasioni importanti sul piede di Orsolini, malamente sprecate.
 
Poi l’assalto finale con Juwara largo a sinistra, Tomyiasu riportato a destra, Orsolini di punta con Palacio e Barrow sulla trequarti: un 3 4 1 2 che ha prodotto un meritato pareggio che profuma tanto di vittoria.
 
Di contro Gotti non potrà recriminare su quelli che mi sono sembrati degli errori evidenti: ad un certo punto della ripresa ha deciso di giocare solo di ripartenza, anzi di puro contropiede e ha tolto il calciatore con caratteristiche quasi uniche nell’interpretare questo spartito Lasagna, per lasciare in campo un Okaka in evidente debito di ossigeno (dopo aver fatto una partita di grande sacrificio).
 
Non solo, ha completamente rinunciato a costruire una benché minima azione di ripartenza quando ha sostituito Fofana, abilissimo nella risalita del campo palla al piede, per inserire Jajalo che in serie A ha notevoli imbarazzi tecnici per non dire altro.
 
Ecco che, così facendo, Gotti ha favorito il forcing finale del Bologna che come ribadito il conferenza stampa da De Leo, fosse giunto qualche minuto prima poteva dare seguito ad una rimonta completa.
 
Mi soffermo sulla prestazione di Skov Olsen per ribadire un concetto: i giovani non sono tutti “ugualmente giovani”, alcuni di loro hanno una “maturazione” anticipata, altri ritardata, altri ancora definiamola normale.
 
Il ragazzo danese gioca evidentemente con troppa leggerezza, quasi fosse ancora nel campionato Primavera ma non possiamo fargliene una colpa: è cosi, non si è ancora calato mentalmente dentro al nostro calcio ma con l’aiuto di tutti in primis di se stesso ci riuscirà, perché il talento c’è ed è cristallino.
 
I mormorii e il continuo vociare ad ogni sua giocata errata non saranno certamente di aiuto né a lui né al Bologna, che su Andreas ha investito tanto non solo economicamente ma anche concettualmente, strappandolo ad una vasta concorrenza.
Lasciamolo in pace e ci troveremo in casa un campione
 
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