Radio Nettuno

Il Coach Erick Dusi racconta l’annata della Zinella junior

27 Giugno 2014

Il Coach Erick Dusi racconta la meravigliosa annata della Zinella junior

Ad una decina di giorni dal termine delle finali nazionali, abbiamo fatto qualche domanda all’allenatore dell’under 17 della Zinella sulla stagione sportiva appena conclusa. Ecco il resoconto della chiacchierata:

Quali altre esperienze hai avuto come allenatore di gruppi giovanili? Da quanto sei in Zinella e cosa ti ha spinto ad accettare l’incarico?

Beh avevo già allenato una under 14 femminile ed una under 20 maschile. La società mi aveva già proposto il gruppo ormai 3 anni fa, in un momento per me delicato dal punto di vista lavorativo e fui costretto a rifiutare per l’incompatibilità degli orari degli allenamenti e dell’ufficio. Pur non allenandolo ho comunque continuato a seguire il gruppo, che mi era stato presentato come molto interessante e ho visto i risultati che hanno ottenuto. Quando me lo hanno riproposto quest’anno, non avendo impedimenti di sorta, sono stato ben contento di accettare l’offerta di allenare questa under 17.

Come è nata la decisione di fare un doppio campionato e di iscriversi in serie D?

È stata una decisione societaria che ho accettato di buon grado. Ad oggi sono convinto che sia stata una scelta giusta e lungimirante, perché senza lo stimolo e le difficoltà proposte dal campionato di serie D, saremmo lontani dal livello attuale e non avremmo fatto il salto di qualità come squadra. Diciamo pure che la scelta della D è stata il segreto per vincere anche in under 17.

Cosa ne pensi della scelta (forzata) della società di ripartire dal settore giovanile, a cui è stato affidato anche il campionato “di punta”?

Penso sia stata un obbligo ed al contempo una scelta intelligente far rinascere la Zinella in questo formato “Junior”. Venendo da una dispendiosa stagione in cui, con vari inserimenti esterni di giocatori già formati, eri purtroppo retrocesso dalla B alla C, è stato inevitabile abbattere i costi (in particolare ingaggi, cartellini e iscrizione al campionato). E poi è stato azzeccato puntare su di un gruppo giovane e di livello, che sai di avere e con cui puoi formare il nucleo che potrà magari riportare la squadra, non so se ai fasti passati, ma sicuramente ad un buon traguardo. È stato un bene valorizzare l’ottimo bacino di talenti che è il settore giovanile della Zinella, che ha già partorito diverse squadre d’élite provinciale e regionale.

E quali obiettivi vi siete posti ad inizio stagione?

La salvezza in serie D e la partecipazione alle finali regionali in under. Sembravano molto ambiziosi, ma posso dire con orgoglio che li abbiamo centrati entrambi.

Un tuo personale giudizio sulla stagione appena conclusa: come i ragazzi hanno fatto gruppo e in cosa sono migliorati?

Il giudizio è sicuramente molto positivo. Innanzitutto siamo migliorati molto, sia come squadra che nelle capacità dei singoli. Ma il maggior cambiamento che ho notato ed apprezzato è stato che i ragazzi hanno acquistato maggior consapevolezza dei propri mezzi. Parallelamente alla crescita globale, questo ha fatto sì che non ci si sia sempre dovuti appoggiare sugli stessi giocatori. Siamo passati da pulcini bagnati in D (tenevamo duro, magari fino ai 18 punti, ma davanti alla prima difficoltà cedevamo 3-4 punti) a salvarci con largo anticipo, andando a vincere partite tiratissime. Questa per me è la riprova di quanta fiducia abbiano guadagnato i ragazzi in loro stessi.

Poi è stata un’ottima stagione anche dal punto di vista dei risultati: oltre la già citata salvezza in serie D abbiamo anche vinto il titolo regionale under 17, legittimandolo con tre vittorie su tre sia contro Anderlini che contro CasaModena. E pensare che a inizio anno sembrava un’utopia superare CasaModena, che si era rinforzata con dei cadetti nazionali. L’unica tra le prime quattro in regione a batterci è stata Ferrara, in una partita atipica di girone in cui avevamo stravolto la squadra per colpa degli infortuni. Ecco, gli unici nei sono stati proprio gli infortuni che ci hanno tormentato tutto l’anno.

Per quanto riguarda la coesione tra i ragazzi, non ho meriti in proposito. Raramente ho allenato un gruppo così unito, al punto che non credo di averli mai sentiti lamentarsi contro un compagno, ma anzi sono sempre stati pronti ad assumersi le proprie colpe e responsabilità. Come dicevo, è un valore che ho trovato da subito e penso che oramai si sentano più amici che semplici compagni di squadra.

Cronaca dell’epilogo: le finali nazionali.

Arrivati a Pavia ci eravamo ripromessi di entrare almeno tra le prime otto e ci siamo riusciti dopo aver disputato un girone perfetto. Ma purtroppo, da primi, abbiamo incrociato una falsa seconda: Treviso, forse la squadra più fisica del torneo e che ha poi vinto effettivamente il titolo nazionale in finale contro la VeroVolley. Come se non bastasse durante il primo set contro Treviso si è infortunato Pinali (stiramento al polpaccio) e abbiamo dovuto aggiornare la lista degli indisponibili, in cui già figurava Fornasari (rimasto a casa per problemi di salute) e nella quale è entrato anche Grossi (distrazione terzo grado alla caviglia) nella partita seguente. Perdendo poi anche contro Falconara (battuta 3-1 nel girone), siamo scivolati all’ottavo posto; che vedo comunque come un buonissimo risultato, ma che ha lasciato il rammarico di non aver potuto giocare al completo contro i migliori in Italia.

Oltre ai sempre presenti tifosi, quali figure hanno seguito la squadra e come hanno contribuito alla vostra stagione?

Il primo che devo ringraziare è il mio vice Marco Generali, con cui abbiamo stretto un bellissimo rapporto basato sul continuo confronto e lo scambio di idee; presentissimo in palestra si è anche occupato di tutta la statistica, gli scout e l’analisi video delle partite. Un altro elemento fondamentale che ci ha seguiti ed aiutati per tutti questi mesi è Giancarlo Grossi, dirigente e “factotum” che ci ha accompagnati ovunque, anche a studiare le partite degli avversari. Atri collaboratori molto importanti sono stati il preparatore atletico Stefano Sordo, che nel momento di massima necessità è persino sceso in campo come giocatore; ed infine il team di fisioterapisti: Nicola Betti e Laura Costantini, che hanno avuto molto lavoro visto i continui infortuni che hanno segnato la stagione.

Progetti per il prossimo anno?

La società mi ha chiesto di rimanere alla guida di questo gruppo anche per il prossimo anno e ho accettato volentieri. So che si stanno muovendo per cercare di iscrivere la squadra in serie C l’anno prossimo: non è una cosa sicura ma hanno fatto richiesta al comitato. Certo sarebbe un’ulteriore sfida da accompagnare all’under 19 in cui gareggeremo sicuramente, ma credo che anche se sarà una strada in salita, sarà il giusto sprone per noi. Valuteremo se fare qualche inserimento nel roster quando la situazione sarà più chiara.

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