Radio Nettuno

Gastaldello: “Vorrei chiudere la carriera col Bologna”

18 Luglio 2017
Gastaldello: “Vorrei chiudere la carriera col Bologna”

Castelrotto #day7
E’ il giorno del Capitano a Castelrotto. Un Capitano con la C maiuscola, un uomo vero ancora prima che calciatore, ancora prima di un giocatore, forse, sempre meno determinante. Daniele ha la faccia giusta, Daniele ha la voglia giusta, Daniele ha un carisma quasi unico. “Arrivato alla mia età, non è più necessario giocare 38 partite l’anno. Diventa fondamentale sentire la fiducia della società e capire di essere un elemento importante all’interno della squadra”.
Non si toglie dal mercato “le dinamiche sono tante e vedremo” dice, ma fa capire che la sua volontà è ancora quella di vestire rossoblù. “Ho sempre espresso il mio desiderio di chiudere la carriera qui” spiega il centrale difensivo padovano “io sono e resto un giocatore del Bologna”. Il profilo è quello del leader, neanche troppo silenzioso, di un personaggio che si fa sentire e rispettare in tutti gli ambienti sportivi. Sia sul prato verde che dentro lo spogliatoio, sia in allenamento che durante le partite. La sensazione è che la società voglia, davvero, pensarci e rifletterci bene sul divorziare (consensualmente, si intende) dal suo attuale Capitano. L’arrivo di due nuovi difensori, quanto lo fa retrocedere nelle gerarchie del Mister? Risposta: “il fatto di essere tanti nello stesso ruolo, mi piace. Fa aumentare la competitività e dovrò sudare il doppio per guadagnarmi il posto”. Ci sono parole d’elogio e di sprono per due sue compagni: Andrea Poli e Mattia Destro. Tesse le lodi anche al gruppo “la cosa che vorrei sottolineare è che tutti i giocatori che sono qui, stanno dando il 100% per la maglia del Bologna” racconta Gastaldello. Prosegue, poi: “hanno tutti il giusto atteggiamento, sappiamo che ci saranno delle uscite, ma lavoriamo bene come dei seri professionisti”.
Avercene, signori, dei Daniele Gastaldello. Chi scrive non sa quanto questa conferenza stampa possa realmente cambiare il destino del Capitano, non so se ci saranno spiragli per vederlo giocare ancora in rossoblù, non so neanche se il suo futuro (magari lontano) sarà Montreal, ma, indubbiamente, c’è una guida in questo gruppo. Da seguire, da prendere come esempio e da tenere in buonissima considerazione.
La squadra, prima e dopo le parole del suo Capitano, lavora regolarmente sul campo del Laranz con una normale doppia seduta da ritiro. Mattinata con carichi di lavoro fisici, corsa con elastici e circuiti di forza. Pomeriggio con tanto tanto e ancora tanto pallone. Esercitazioni di passaggi a coppie, partitella con possesso palla all’interno di un quadrato. Donadoni divide il gruppo in tre squadre: De Maio fa coppia con Maietta, Taider e Nagy ancora provati insieme, si lavoro pure sulla coppia Falletti-Destro. In tutto questo, un mezzo broncio ci tocca. Arriva da Emil Krafth, costretto ad abbandonare la seduta della mattina e a non presenziare a quella del pomeriggio. Un fastidio, molto probabilmente muscolare, accusato durante le corse mattutine con gli elastici attaccati alla rete, una smorfia e precauzionalmente subito fermato. Domani, magari, avremo qualche notizia in più anche sulle sue condizioni. La notizia vera è Daniele Gastaldello e la sua determinazione, il resto è una logica conseguenza di un filo rosso che trascina il Bologna a concludere la prima settimana di lavoro in Val di Siusi.

m.c.

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