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Fortitudo – Politi: “Temo la solidità di Cento vicino a canestro”

8 Febbraio 2014
Fortitudo – Politi: “Temo la solidità di Cento vicino a canestro”

Alla vigilia del derby contro la Tramec Cento, in programma domani al Paladozza, il coach della Fortitudo Tulipano, Federico Politi ha fatto il punto della situazione.
Consideravo e considero Cento una buonissima squadra, avevamo fatto un test precampionato scontrandoci punto a punto in una gara dura che aveva poco del precampionato, ma già i valori si erano intravisti. Il roster precedente, ma maggiormente quello attuale con due senior in tribuna, credo che sia di tutto rispetto. I nuovi acquisti Andreani e Scomparin, secondo me, hanno fatto fare alla squadra un salto di qualità sugli esterni visto che sono giocatori con caratteristiche completamente diverse: uno è un giovane, è un atleta da contropiede e tiratore da 3 punti. L’altro è un giocatore più esperto, soprattutto di questa categoria, viene già dallo stesso campionato perché giocava a Giulianova. Ritengo, però, che sia una delle squadre maggiormente preparate al lavoro dentro l’area, perché hanno quattro lunghi prestanti e duttili con buone percentuali dentro l’area, ma anche buoni tiratori dalla media e da 3 punti. L’assenza di Di Trani? Se si guardano le cifre nude e crude può sembrare un vantaggio, ma non ci credo a queste cose perché, per esperienza, anche in altre situazioni ho visto squadre perdere il loro miglior giocatore per punti, per caratteristiche, per leadership e magari riuscire a dividersi tra i suoi compagni i compiti di questo giocatore. Perchè non è solo questione di punti: prendendosi un po’ di tiri l’uno o l’altro e, aiutandosi a vicenda, la squadra riesce a sopperire a questa mancanza magari la squadra fa quadrato e riesce a sopperire a questa difficoltà. In più c’è il fattore psicologico nostro: non dobbiamo pensare che con la mancanza di Di Trani sia tutto più facile per noi“.
Dopo la gara infrasettimanale la squadra come arriva a questo appuntamento? “Freschi non siamo, perché le scorie c’erano già dopo Alessandria. Il lavoro in palestra, purtroppo, è stato solo un lavoro di rifinitura, non era possibile mettersi ad appesantire i carichi. Non siamo certo abituati a giocare tre partite in otto giorni e domenica probabilmente un pochino si potrà vedere“.
Come scenderete in campo? “La chiave è quella delle tre gare precedenti al ritorno di Coppa Italia con Legnano: riprendere la nostra aggressività, la nostra intensità offensiva e difensiva, abbandonare e provare a limitare i nostri famosi cali mentali e cercare di lavorare l’uno per l’alto, essere più squadra possibile: non cercare di risolvere le cose singolarmente perché questo in uno sport di squadra non aiuta, tanto peggio all’interno della nostra squadra. Non dobbiamo dimenticare quello che è stato il fulcro, forse, della sconfitta di Legnano, vale a dire la situazione ai rimbalzi che devo dire, quest’anno, non si era presentata in maniera così drammatica nelle altre gare e particolarmente in quelle perse. Però ritenendo Cento una squadra costruita con 4-5 giocatori dentro l’area di grande qualità e di grande peso, questo è un dato che mi fa un po’ paura: bisogna cercare di limitare i danni a rimbalzo assolutamente. Infermeria? A parte un po’ di stanchezza e i classici acciacchi da una partita ogni tre giorni, solo Bartolozzi non sarà sicuramente in campo, perché non riesce a recuperare da questa tendinite rotulea. Per il resto stanno tutti bene”.

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