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Fortitudo – Politi: “Alessandria è una squadra in salute”

2 Febbraio 2014
Fortitudo – Politi: “Alessandria è una squadra in salute”

Alla vigilia della trasferta ad Alessandria, coach Federico Politi ha incontrato i giornalisti per fare il punto sulla gara.
E’ stata una settimana non facile, abbiamo avuto vari acciacchi sia accusati durante la gara con Mortara, sia occorsi in allenamento. A me piace avere 12 giocatori e allenarmi con intensità con tutti, ma i primi due giorni hanno avuto problemi Verri, Fin e Spizzichini che hanno sempre stretto i denti e si sono allenti. Poi si sono fermati De Ruvo, Bartolozzi e Taddei. Domani De Ruvo non giocherà perchè anche se è in via di guarigione da una piccola distorsione al ginocchio accusa ancora dolore. Dovrò fare a meno anche di Bartolozzi, sempre per un problema al ginocchio. Porterò Ludovico Taddei e Leonardo Candi. Incontreremo una squadra avversaria in salute che nelle ultime 8 gare ne ha vinte 5 passando dall’ultimo posto a lottare per i playoff. All’andata ci hanno fatto soffrire e credo sarà una gara difficile perché in casa sono un’altra squadra: ultimamente è un campo difficile da violare. In panchina c’è coach Vandoni che allena da anni e ha un curriculum che parla da sé ed è forse il miglior allenatore di questa categoria. Hanno Bazzoli e Grilli, due tiratori da cui passano il 40-50% dei palloni e noi dovremo cercare di farli tirare con scarse percentuali. Tatticamente sta tutto lì: nell’essere intensi in difesa, aggressivi come abbiamo provato a fare nelle ultime 2 gare e sporcargli le percentuali. La squadra ha un discreto seguito di pubblico a sostenerla e non sarà una gara facile”.
Com’è andata la prima settimana da capo allenatore ufficiale? “In termini di tempo non è cambiato molto perchè l’impegno è rimasto identico. Abbiamo trasferito le competenze: io prima mi occupavo dei video, ora è una cosa su cui si concentrano più i miei assistenti Lopez e Pampani. Tra i ragazzi il clima è buono, momenti di tensione ce ne sono stati pochi e li ho presi come segno di impegno e attaccamento. I ragazzi ascoltano, recepiscono e ci stiamo organizzando coi due assistenti per fare cose diverse anche a livello di proposte in allenamento. Questa squadra ha cali mentali, lo si è visto anche con Legnano e Mortara. Commette errori di testa più che tecnici e vogliamo limitarli. Stiamo cercando di dargli sempre strumenti nuovi e in allenamento riproponiamo gli esercizi in modo diverso così che l’attenzione sia sempre massima e migliori la concentrazione”.
Calamai ha detto che con questa squadra avrebbe usato meno la carota e più il bastone. “Evidentemente Marco ha un carattere sanguigno che lo porta a prendere le situazioni di petto, io sono più in linea col carattere di Toto Tinti: a me piace fermare una situazione, farla vedere, rivedere e capire dove e perchè abbiamo sbagliato, con serenità. Però non escludo che arrivi il giorno in cui mi toccherà urlare: ci sta. Sono abituato a lavorare coi ragazzi più che nel mondo senior e anche coi ragazzi non è che si usi solo la carota. Capisco Marco perchè in effetti ci sono volte che vorresti entrare in campo, prenderne due e ‘sbatterli’ uno contro l’altro”.
Domani sarà la tua prima gara in trasferta, cosa può succedere? ”Quando giochi al Paladozza ti senti protetto: sei in casa tua, hai 4000 persone intorno e una curva che canta urla e incita, ci son momenti in cui il tifo sale ed è davvero il 6° uomo. So che non ci faranno mancare l’apporto anche fuori, ma le cifre dicono che nell’approccio alla gara in trasferta non siamo mai stati troppo brillanti. Dobbiamo cambiare questo dato, fare un salto di qualità e partire subito bene come ci è successo nelle ultime due partite. L’approccio iniziale sarà importantissimo per dare alla gara la direzione giusta e sarà mio compito farlo capire ai ragazzi”.

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