Radio Nettuno

Fortitudo – La Tulipano soffre, ma alla fine può sorridere

23 Febbraio 2014
Fortitudo – La Tulipano soffre, ma alla fine può sorridere

TULIPANO – BAKERY 72 – 67
(12-15; 30-37; 53-57)
Fortitudo 103: Caroldi 2, Verri 15, Mastellari ne, Bartolozzi ne, Fin 3, De Min 12, Spizzichini 5, Pederzini 4, Sabatini 11, Venturelli 20. All. Politi.
Piacenza: Gambolati 12, Rombaldoni 17, Zampolli 7, Bonaiuti 10, Gasparin 10, Ziotti ne, Italiano 6, Mazzocchi ne, Speronello, Garofalo 5. All. Coppeta.

Sofferta affermazione per la Fortitudo che, ora, ha blindato il secondo posto in vista delle ultime gare di stagione regolare e prima della pericolosa fase ad orologio.
Pronti, via e subito 0-7. Poi la Tulipano rientrava in partita ed impattava con De Min a quota 17 all’11’. Piacenza giocava con buona intensità, affidandosi molto al gioco interno e riportandosi in vantaggio al 18′ (25-32). Caroldi segnava in terzo tempo, ma gli rispondeva Bonaiuti con la tripla in transizione che regalava il +8 a Piacenza.
Nella ripresa i biancorossi salivano a +15 in un paio d’occasioni (l’ultima sul 42-57), ma la Fortitudo era bravissima a piazzare un controbreak di 11 a 0 (53-57 al 30′). Iniziava nell’ultima frazione una lunghissima volata, con la Fortitudo che impattava con De Min soltanto a -1’45”. Il sorpasso lo firmava Verri dalla lunga distanza (68-67 a -1’11). Gli ospiti non segnavano più e, nonostante qualche errore di troppo dalla lunetta, la Tulipano portava a casa i due punti, con Rombaldoni che, sul 70-67, ciccava la tripla del possibile supplementare.
Il commento a fine gara di coach Politi: ”Innanzitutto stasera vorrei aprire con un messaggio alla squadra e a chi ci guarda: ho fatto due chiacchiere a caldo negli spogliatoi per dire ai ragazzi che voglio vedere sempre facce serene, linguaggio del corpo che aiuti a prendere decisioni, voglio gente che salta in ogni momento in panchina disposta a dare in campo tutto quello che ha. E che si chiami Caroldi, Spizzichini o Pederzini, se c’è da andare a sedere per fare spazio a un compagno che, con la fiducia di tutti, se la sente di andare in campo, dobbiamo essere tutti uniti per raggiungere un unico obiettivo. Non avere questo spirito significa non fare gruppo, non lavorare tutti per lo stesso obiettivo e per il bene della Fortitudo; tutti dobbiamo renderci conto che siamo in una società che ha uno dei più begli impianti d’Italia e si presenta con oltre 4000 persone; siamo fortunati e dobbiamo ringraziare per questa possibilità che ci è stata data. Trovato il quintetto con lo spirito giusto e con un piccolo cambio verso la fine tra Spizzichini e Fin, abbiamo trovato la strada per continuare a fare bene. L’ultimo è stato un quarto vincente, in linea con le altre gare che abbiamo fatto, comprese le due di Coppa con Legnano. Il mercato è fermo, io ho questi giocatori che mi vanno bene, i ragazzi, mercato o non mercato, si devono sentire sulla graticola e mostrare l’atteggiamento giusto per stare in campo, se l’energia non c’è o la faccia non è quella giusta, per me stanno fuori. Non giochiamo a calcio, qui i cambi sono continui e bisogna stare sul pezzo tutti e farsi sempre trovare pronti a entrare in campo e dare il proprio contributo. Devono darmi risposte prima di tutto in allenamento poi durante la partita mostrando di avere la faccia giusta, di aver voglia di fare, di difendere sapendo che partendo dalla difesa le cose in attacco verranno sempre bene. Il loro problema invece è l’opposto: le cose in attacco non vanno, loro non difendono. Un campionato non si può vincere così: partiamo dalla difesa come stiamo facendo, stasera nei primi due quarti abbiamo concesso 37 punti che sono troppi, ma negli ultimi due periodi ne abbiamo concessi solo 30. Stasera con un po’ di fatica e aumentando le percentuali da 3 siamo riusciti a fare 72 punti, speriamo prima o poi di arrivare a 80, ma intanto Piacenza è rimasta lì a 67″.

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