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Fortitudo – Esiste un problema serio fidejussioni?

7 Settembre 2013
Fortitudo – Esiste un problema serio fidejussioni?

Si è svolta questa mattina presso la sala Renzo Imbeni di Palazzo d’Accursio un’udienza conoscitiva sulla situazione del basket a Bologna, richiesta dal consigliere comunale Angelo Marchesini.
Per la Fortitudo Pallacanestro Bologna 103 erano presenti il Presidente Dante Anconetani, il garante Marco Calamai, il responsabile marketing Christian Pavani e due atleti in rappresentanza della squadra: il capitano Gabriele Fin e il playmaker Gherardo Sabatini.
Tema della tavola rotonda, il tentativo di rilancio e rinnovamento che le due squadre cittadine, Fortitudo e Virtus, stanno mettendo in atto.
L’assenza di rappresentanti della società Virtus Pallacanestro, ha visto l’udienza concentrarsi prevalentemente sul progetto di rinascita della Fortitudo. All’esposizione, da parte del presidente Dante Anconetani prima e del garante Marco Calamai poi, del percorso compiuto da maggio ad oggi dalla nuova società, hanno fatto seguito le domande di alcuni consiglieri comunali presenti. Due in particolare le tematiche al centro del dibattito, dapprima la questione del settore giovanile, affrontata da più consiglieri, a cui ha fatto seguito la richiesta di Marco Piazza, consigliere del movimento 5 stelle, sulla situazione della domanda di fidejussione avanzata dal Comune.
Sul settore giovanile si è espresso il presidente Dante Anconetani:
La prima che ho detto quando sono arrivato a Bologna qualche mese fa, è che cercherò di mettere a posto il settore giovanile che per me è importantissimo: non c’è squadra senza settore giovanile. Ho trovato una situazione complicata e i costi sono già elevati per una prima squadra, soprattutto a Bologna, dove una formazione di DNB ha più o meno gli stessi costi fissi di chi milita in serie A. Quello che rimarrà del budget totale, cercheremo di indirizzarlo sul settore giovanile, si parla indicativamente di un 20% del totale. Un valore che spero di incrementare sempre di più e credo che l’investimento vada fatto scegliendo istruttori che sappiano educare i ragazzi non solo come atleti, ma anche come uomini”.
La parole è passata poi al garante Marco Calamai che ha affrontato la questione della fidejussione e dei costi di gestione del Paladozza:
Io credo che il bene debba essere valorizzato, ma senza far ricadere le spese esclusivamente sulle società sportive che lo gestiscono. Dobbiamo impostare il lavoro in modo diverso e il mio suggerimento è valorizziamo l’impianto attraverso eventi di un certo tipo. I tifosi e il loro apporto economico sono fondamentali ma non ci bastano: è giusto che l’amministrazione voglia tutelare un bene ma deve conoscere quella che è la nostra realtà oggi. L’amministrazione ci chiede 60.000 euro di fidejussione a sostegno e garanzia di un bene che nel passato altri, non noi, hanno usato in modo scriteriato. A questa cifra si aggiungono altre spese vive che al momento dobbiamo sostenere. Siamo alla ricerca di appartamenti che ospitino i giocatori e anziché un paio di mesi di anticipo sull’affitto a noi viene chiesto un anno, questo sempre perché abbiamo il pregresso di chi prima di noi ha perso la fiducia della gente. Si tratta di una spesa che possiamo stimare intorno ai 20.000 euro. Da 60.000 saliamo quindi a 80.000. Poi c’è la federazione basket, da cui ho ottenuto tutto e che posso solo ringraziare perché ho avuto il campionato che volevo, che ora ci chiede una fidejussione che si aggira sugli 80.000 euro. La cifra totale arriva così a 160.000 euro. E’ troppo alta: non riusciamo a sostenerla! Mi ripeto: noi stiamo scontando il pregresso di gente, lontana e vicina, che ci ha preceduti e non ha saldato i conti, lasciandoci in eredità un’immagine negativa . Di questo passato noi oggi paghiamo anche i debiti perché se Napoli, o chi per esso non salda quanto dovuto per il Paladozza, le conseguenze ricadranno su di noi.
Ringrazio l’assessore Rizzo Nervo che ritengo abbia avuto un’idea illuminata nel proporre di farci partire ugualmente perché altrimenti ci fermiamo per sempre e questo non rappresenterebbe solo la morte della Fortitudo, ma soprattutto la morte dei sogni di centinaia ragazzi che giocano a pallacanestro e di migliaia di tifosi. La nostra situazione attuale è da sogno per quanto riguarda il presente e il futuro, ma ci portiamo addosso un grande debito. Non sono qui a dire non chiedeteci, ma dico chiedete sapendo, così potrete decidere di difendere l’operato dell’assessore Rizzo Nervo in commissione, in consiglio comunale, in giunta, con un’altra conoscenza della situazione. Questa è la realtà e noi siamo talmente folli e romantici che ci siamo detti: il settore giovanile è la nostra base, siamo partiti senza palestre ma vogliamo mettere in campo 5 o 6 squadre: idea folle perché sappiamo che di queste solo una squadra e mezzo avrà un futuribilità, le altre saranno attività sociali, ma crediamo che centinaia di ragazzi debbano avere la possibilità di giocare con il nome Fortitudo. Stiamo andando controcorrente impostando lo sport in modo diverso, facendo educazione. Faremo fatica ma secondo me ora che conoscete la situazione avrete un’ attenzione diversa, così come l’ha avuta fin’ora l’assessore Rizzo Nervo. Non vogliamo tirarci indietro, faremo il possibile, per pagare quanto ci viene richiesto, lo rateizzeremo e riusciremo ad arrivare in fondeo se chi ha preso impegni pagherà, ma se non ce la facremo voi saprete di chi sarà la responsabilità
”.
A prendere parola nel finale Massimiliano Danielli dirigente comunale, che ha fatto chiarezza sul tema della recente consegna delle chiavi del Paladozza alla società.
“Non si tratta dell’atto con cui è stato concesso il Padozza, atto che potrà essere emanato solo a seguito del rilascio della fidejussione. Non è infatti la concessione alla Fortitudo allo svolgimento degli allenamenti e delle partite, ma una semplice autorizzazione ad accedere all’impianto per effettuare sopralluoghi, questo al fine di consentire la vera funzionalità del Paladozza prima di prenderlo in carica. Si tratta di un’operazione a costo zero per il Comune di Bologna, ma costosa per la Fortitudo che ha già cominciato a lavorare, una testimonianza dell’impegno assunto dalla società
”.

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