Radio Nettuno

Boom boom Punter e la Segafredo batte la Reggiana

26 Dicembre 2018
Boom boom Punter e la Segafredo batte la Reggiana

SEGAFREDO – GRISSIN BON 81 – 69
(28-15; 41-40; 57-52)
Virtus Bologna: Punter 21 (4/7, 3/9, 4/4), Pajola, Taylor 19 (5/9, 0/1, 9/9), Baldi Rossi 3 (0/3, 1/3), Cappelletti 4 (2/3), Kravic 13 (6/10, 1/6), Venturoli ne, Berti ne, M’Bayè 8 (4/7, 0/3), Cournooh 7 (0/1, 2/3, 1/4), Qvale 6 (2/4, 2/2). All. Sacripanti.
Reggiana: Mussini (0/1), Allen 18 (3/4, 4/9), Candi 8 (1/4, 2/2), Rivers 14 (6/11, 0/7, 2/4), Aguilar 5 (1/2, 1/4), Gaspardo 2 (1/1), Vigori ne, Cervi 3 (1/4, 1/2), Soviero ne, Ortner 4 (2/5), Llompart 8 (1/4, 2/3), De Vico 7 (2/2, 1/3). All. Cagnardi.

Con un parziale di 14 a 2 negli ultimi due minuti, la Virtus è riuscita a superare la Reggiana e a rimanere nelle prime otto in classifica. I bianconeri hanno quasi sempre condotto, ma, senza Aradori e Martin, non sono mai riusciti a dare il colpo del KO. Bene Taylor e Kravic (peccato per i cinque liberi sbagliati), decisivo Punter nel finale, importante, in difesa, il contributo della coppia Pajola-Cournooh.
La cronaca: all’Unipol Arena, davanti ad oltre settemila spettatori (risultato oltre ogni più rosea previsione), la prima fuga della Segafredo scaturiva dalle triple di Cournooh e Punter, con Taylor e Qvale (dalla lunetta) che siglavano il 17-7. Allen era un problema per la retroguardia bianconera, ma Cappelletti chiudeva bene la frazione per il 28-15 del 10’. La Reggiana ripartiva molto bene (28-21) e, grazie all’unico sprazzo offensivo del play spagnolo Llompart, rientrava a -1 sul 39-38. Ripresa e Virtus con quasi sempre due possessi di vantaggio (46-42, 50-45, 55-49). Nel quarto conclusivo era Taylor a rispondere presente in attacco (67-59 al 36’), ma la scelta dei tre lunghi in campo, non pagava più e Allen impattava, dai 6,75, al 38’, sul 67-67. La Segafredo falliva il successive attacco, ma Punter era il più svelto a rimbalzo d’attacco ed iniziava il suo personale show: la seconda tripla, quella del 75-69, a -33”, era quella determinante per il successo dei felsinei, con la Grissin Bon che chiudeva come peggio avrebbe potuto e cioè con un -12, quasi il massimo disavanzo del match.

s.m.

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