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Bigon si presenta: “Ho sperato fino all’ultimo di venire qui. Saputo…”

8 Giugno 2016
Bigon si presenta: “Ho sperato fino all’ultimo di venire qui. Saputo…”

Quando gli chiedono se lo abbia infastidito di essere una sorta di seconda scelta dopo Walter Sabatini, il nuovo diesse del Bologna Riccardo Bigon non si scompone. Anzi: “E’ un onore essere avvicinato a un professionista del valore di Sabatini. Ho solo sperato che potesse concretizzarsi il mio arrivo qui, è una chance che avrei voluto cogliere. A Verona avevo un contratto di altri due anni e quindi non avrei avuto necessità di trovarmi un posto: per questo sono ancora più felice”. Bigon è stato presentato nella pancia del Dall’Ara, non nella Terrazza Bernardini come era toccato al suo predecessore Pantaleo Corvino. Ma tutto sembra perfettamente in linea con il suo low profile: “Il Bologna è migliorabile, abbiamo un gruppo di calciatori giovani su cui si è investito tanto e che vorremmo valorizzare. E’ stata un’annata altalenante, e questo può frenare la crescita. Abbiamo comunque già all’interno la possibilità di migliorare se questi ragazzi continuano un percorso, partendo dal ritiro con un allenatore che già conoscono. Miglioriamo con quello che abbiamo e cerchiamo di inserire qualcosa dal mercato. Il rapporto con il Montreal Impact? E’ uno di famiglia, è un fratello per il Bologna e nella mia visita in Canada ho potuto capire quanto sia importante per il nostro presidente che si crei un legame forte. Fermo restando che parliamo di realtà diverse, la nostra più improntata alla competizione, quella americana più allo show. Ma sarà interessante lavorare anche su questo fronte sotto molteplici aspetti. Joey Saputo? Abbiamo di fronte un personaggio di alto profilo, il Bologna questo patrimonio deve tenerselo stretto: ha la mentalità americana che è fondamentale, mi ha chiesto di migliorare ma non domani e nell’immediato bensì con uno sguardo a lungo raggio. Cercano un progetto, ed è un aspetto che mi piace molto. Il settore giovanile? Siamo abituati quando arriviamo a lasciare tutto com’è, guardando come si lavora e cercando di dare un contributo e un sostegno. Per cui non ci saranno cambiamenti quest’anno, guarderemo come viene svolto il lavoro e poi decideremo il da farsi. Le mie esperienze a Napoli e Verona? A Napoli è stato persino facile, perchè sono arrivato in una realtà consolidata e ho potuto lavorarci per sei anni. A Verona abbiamo avuto delle difficoltà e un solo anno a disposizione, ma è rimasto un legame forte che non il presidente che ci ha detto che nonostante i risultati, il lavoro fatto è stato buono, e con la società“.

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