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Baseball – L’UnipolSai “ritrova” l’Omone, il pitcher Raul Rivero

9 Maggio 2017
Baseball – L’UnipolSai “ritrova” l’Omone, il pitcher Raul Rivero

La Fortitudo Baseball è lieta di comunicare di aver raggiunto un accordo con Raul Rivero, che dunque sarà anche per la stagione 2017 un lanciatore della UnipolSai Assicurazioni Bologna. Il suo arrivo in città è previsto per la serata di mercoledì 10 maggio.
Contemporaneamente si è conclusa la collaborazione con Ramon Garcia, al quale vanno i ringraziamenti per l’ottimo inizio di stagione disputato in casacca biancoblu, per la sua disponibilità e professionalità. Per lui tre gare ufficiali, per un totale di sei riprese complete di gioco, con un solo punto subito e una salvezza all’attivo. A lui un caloroso in bocca al lupo per il prosieguo della carriera.
La UnipolSai Fortitudo, per volontà dei suoi dirigenti e dello staff tecnico, non ha mai fatto mistero di ritenere Raul Rivero un punto fermo anche per la stagione 2017, tenuto conto della qualità tecnica, atletica e umana messa in mostra a partire dal 2013, sua prima stagione in Italia e a Bologna, culminata con la conquista della coppa dei campioni. Da quel momento “l’omone” (il simpatico nickname che si è guadagnato nella sua carriera bolognese) è entrato universalmente nei cuori di tutti gli appassionati biancoblu, non ultimi dirigenti e tecnici che appena hanno avuto la sua disponibilità a tornare in Italia hanno colto la palla al balzo, dopo che nella fase invernale Rivero aveva accettato le offerte della franchigia dei San Francisco Giants, partecipando anche allo Spring Training, cullando, come è giusto che sia per chi ha fatto del baseball una scelta di vita, il sogno di poter giocare in Major League.
Non facile sintetizzare il percorso di Raul in 4 anni di Fortitudo, ma cominciamo ricordando gara7 delle Italian Baseball Series 2014, 30 agosto, quando il pitcher destro venezuelano (che ha appena compiuto 31 anni) ha avuto l’onere e l’onore di lanciare da partente la settima sfida scudetto contro il Rimini, la decisiva: una completa shutout con 2 valide, 2 basi ball e 12 strikeout, che ha dato il là al successo biancoblu per 4 a 0 per il nono scudetto. Una delle migliori prestazioni di tutti i tempi di un lanciatore della Fortitudo in una finale scudetto, sicuramente – assieme a quella di Matos del 2005 – la migliore in una gara7. Perché il valore aggiunto di questo lanciatore non è soltanto la continuità di rendimento (80 gare in IBL, 26 vinte, 7 perse, 21 salvezze, ERA 1.29, 365 strikeout in 312.1 riprese a fronte di sole 69 basi ball…), ma anche e soprattutto il saper farsi trovare pronto sia quando utilizzato da rilievo (per esempio durante le finali scudetto 2016), sia quando utilizzato da partente, inanellando prestazioni eccellenti anche quando la partita è “do or die” e la pallina scotta. Nel 2013, in coppa, si ricorda un’altra completa shutout (questa volta da 7 riprese, sospesa per manifesta inferiorità), sempre contro Rimini in gara1 della finale europea (1 valida, 2 basi ball e 9 K), mentre nel 2015 ha trascinato i suoi in un’altra finale, poi persa con i fortissimi olandesi del Rotterdam, salvo poi vendicarsi nel 2016, nel girone di qualificazione, tenendoli a secco per 8 riprese, in una partita vinta per 1 a 0 con salvezza di Pugliese. Anche profeta in patria, nelle ultime due stagioni è stato nominato “pitcher dell’anno” della super competitiva lega invernale venezuelana, partecipando anche alla Serie del Caribe.

FOTO – FIBS

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