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Baseball – L’UnipolSai chiude il girone d’andata in vetta

6 Luglio 2014
Baseball – L’UnipolSai chiude il girone d’andata in vetta

La Fortitudo chiude solitaria in vetta il girone d’andata dei play off, avendo vinto per 2-1 il trittico contro i campioni d’Italia di San Marino.
Un singolo di Paolino Ambrosino, un triplo di Trent Oeltjen e il terzo fuoricampo dei playoff colpito da Guillermo Rodriguez hanno battuto a casa sei dei sette punti del “big inning” con il quale la UnipolSai Assicurazioni ha ribaltato a proprio favore, nel corso del settimo inning, il risultato di una gara2 che sembrava alla portata della T&A, nel primo dei due confronti in programma al Gianni Falchi. 14 a 7 il risultato della partita (16 a 10 il computo delle valide) che entrambi i manager hanno affidato ai lanciatori di scuola italiana. Ne è venuta fuori, come altre volte, una gara nella quale gli attacchi hanno avuto la prevalenza, aiutatati anche da errori difensivi, come quelli biancoblu che al primo attacco T&A hanno contribuito al “big inning” da cinque punti degli ospiti, che ha condizionato il risultato per due terzi di match. Giornata negativa di Luca Panerati e già nel corso della seconda ripresa il partente felsineo ha avuto necessità di essere sostituito. Iniziava anche la lenta rimonta della Effe, che costruiva una segnatura al primo, secondo e quarto inning, lasciando però troppo sulle basi. Al terzo inning addirittura con i primi due battitori in posizione punto non si segnava. Partita precocemente in mano ai rilievi, il primo ad entrare in azione Riccardo De Santis, che alla fine avrebbe collezionato la sua vittoria numero 98 in carriera, con una prestazione eccellente. Poco dopo è stato il momento di Milvio Andreozzi, una mossa che si stava rivelando decisiva, anche perché i titani segnavano di nuovo al quinto e sesto inning (nell’occasione fuoricampo di Wuilliams Vasquez), mentre le mazze biancoblu si spegnevano sul rilievo, fino alla sua resa per stanchezza dopo il “seventh inning stretch”. Due uomini in base e palla all’esperto Martignoni, che tuttavia “toppava” completamente tirando una marea di ball e qualche lancio in mezzo al piatto, provvidenzialmente colpito, come citato in apertura, da Ambrosino e Oeltjen, mentre toccava a Ercolani subire la legnata del ricevitore venezuelano (oggi dh) che metteva praticamente la parola fine alle ostilità. I biancoblu tuttavia non hanno fermato il proprio impeto e all’ottavo inning, con doppi di Liverzaini e Rodriguez, triplo di Grimaudo e fuoricampo da due punti di Alessandro Vaglio, scrivevano sul tabellone altre quattro segnature.
In serata, una Fortitudo per niente cinica ha ceduto per 7-4 ai titani. La settimana da ricordare per tutta la vita del sedicenne Nicolò Clemente ha avuto un suggello quando è stato proposto da Marco Nanni come lanciatore partente, anche se nella sua mente probabilmente rimarrà più la firma con i campioni del mondo dei Red Sox, piuttosto che l’eliminazione a suon di strike, fino al groundout di Avagnina, unico battitore affrontato dal ragazzo in questo fulmineo avvio di carriera IBL, prima di varcare l’oceano. I bolognesi hanno costruito un buon margine nelle prime due riprese, segnando tre punti al primo inning, ancora con gli stranieri in grande evidenza, e uno al secondo, frutto degli extrabase di Malengo e Infante. Carlos Teran (lanciatore vincente) non si è scomposto ed ha progressivamente preso le misure dei battitori avversari, rilevato da un Yovani D’Amico a suo agio nella sera del suo rientro dalla squalifica. Viceversa, la gara di Baez, ben iniziata, ha trovato difficoltà fra il quarto e quinto inning, quando è maturato il pareggio, prima con un fuoricampo da due punti di Francesco Imperiali, poi con le valide di Ramos e Mazzuca. Il settimo inning, fatale ai titani in gara2, lo è stato stasera per i felsinei. Con due corridori in base, due eliminati e un Baez disturbato da alcune decisioni dei direttori di gara, l’ingresso in partita di Marinez ha prima prodotto basi piene, poi una battuta valida di Mattia Reginato, davvero mal giocata dalla difesa bolognese, ha alla fine “sparecchiato” con l’ingresso di tre segnature che la Fortitudo non ha potuto più recuperare.

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