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Baseball – Claudio Liverziani “appende il guanto al chiodo”

5 Ottobre 2016
Baseball – Claudio Liverziani “appende il guanto al chiodo”

Con lui in campo la Fortitudo Baseball ha conquistato metà dei suoi scudetti. Claudio Liverziani, capitano della ‘stella’, ha deciso di ritirarsi. La società: “Oggi interrompe la sua attività agonistica uno dei più forti e completi giocatori italiani di baseball di sempre”.

Ho comunicato in società la mia volontà di appendere il guanto al chiodo.

Decisione sofferta, per tutto quello che abbiamo condiviso insieme, ma allo stesso tempo consapevole e presa in totale serenità.

Mi sento in dovere di ringraziare a cuore aperto tutto il mondo Fortitudo, dirigenti, staff tecnico, compagni di squadra, addetti e volontari, per avermi accolto e supportato in questi meravigliosi quattordici anni di baseball fianco a fianco.

Mi sento un privilegiato per aver potuto giocare così tanti anni e orgoglioso di aver potuto concludere il mio percorso vincendo lo scudetto più ambito, quello della stella. Vi mando un ‘arrivederci’ per altre nuove sfide da vincere insieme.

Claudio Liverziani

Con queste parole, Claudio Liverziani, capitano della Fortitudo baseball, si congeda dal mondo del baseball giocato, che lo ha visto protagonista ai massimi livelli in Italia e non solo per tre diversi decenni.

Il Consiglio Direttivo della Fortitudo B.C. 1953, preso atto della volontà del giocatore e rispettandone la conseguente decisione, coglie l’occasione per esprimere a Claudio tutto il proprio affetto, augurandogli il meglio nella vita, nell’auspicio che il suo percorso riprenda al più presto, seppur in altre forme, nel mondo del baseball e della Fortitudo, della quale egli è parte integrante. Esprime una profonda gratitudine, certa di rappresentare i sentimenti degli appassionati di baseball bolognesi e italiani, per il contributo di incalcolabile importanza che ha fornito alla causa biancoblu e a quella del baseball italiano. Oggi interrompe la sua attività agonistica uno dei più forti e completi giocatori italiani di baseball di sempre, che noi riteniamo altresì il migliore di quelli della sua generazione.

Liverziani ha disputato 1111 partite in massima serie (3° assoluto di tutti i tempi), più della metà delle quali (683) indossando la divisa biancoblu, capitano negli ultimi quattro campionati. Per lui anche due stagioni in Minor League americana. Nel suo palmares 7 scudetti, 5 con la Fortitudo, cioè la metà di quelli vinti dalla società bolognese, con la quale ha vinto altrettante coppe Italia e due coppe dei campioni. Nessun altro giocatore ha vinto così tanti titoli indossando la casacca biancoblu. Notevole anche la carriera in nazionale, con 103 partite disputate, la partecipazione a tre Olimpiadi, alla prima edizione del World Baseball Classic, a quattro europei e a un mondiale. Fra i suoi record, il maggior numero assoluto di basi ball ottenute da un giocatore nel massimo campionato italiano di baseball (972), terzo assoluto come gare disputate e punti segnati (1009), quarto come percentuale “on base” (464), quinto nei doppi e nelle basi rubate.

Claudio Liverziani nasce a Novara il 4 marzo 1975 ed entra nel baseball giovanissimo, militando nelle fila del Porta Mortara. Dimostra subito spiccate doti e naturalezza nel gioco del baseball. I suoi tecnici, vedendolo ambidestro, decidono di farlo battere da mancino pur continuando a tirare di destro, una scelta che inciderà in positivo nella sua carriera. Esordisce giovanissimo in massima serie, a 16 anni con la maglia del Novara, compagine nella quale “si fa le ossa” dal ’91 al ’95, poi nel ’96 approda nella più ambiziosa Juve Torino, diventando un giocatore sempre più importante, cifre alla mano (avg 446, obp 567, 11 fuoricampo). E’ il momento di “osare” e a 22 anni decide di investire fino in fondo sul baseball e su se stesso, tentando quella che ai tempi era l’ardua strada verso il professionismo d’oltreoceano, andando a sfidare i campionissimi delle leghe minori americane, cullando il sogno della MLB. Viene ingaggiato dalla franchigia dei Seattle Mariners, disputando due stagioni in singolo A nelle fila dei Winsconsin Timber Rattlers, giocando esterno nella prima stagione e prima base nella seconda, sempre titolare nei due ruoli che ne hanno contraddistinto la carriera. Mette in evidenza tutte le sue doti difensive (con eccellenti medie) oltre che offensive ed i numeri con il bastone non sono niente male: un totale di 214 partite disputate, con un lusinghiero .251 in battuta, .345 di percentuale arrivi in base, con 42 doppi, 8 tripli e 8 fuoricampo all’attivo, per 64 RBI complessivi.

Il ritorno in Italia

Nonostante due stagioni a testa alta, sembra non sia ancora il momento per un giocatore italiano nella grande Lega, così Claudio rientra in patria nel 1999 e lo fa accettando le proposte di un “top team” come il Rimini, che in quel periodo contende al Nettuno il ruolo di leader del baseball italiano. Sono tre stagioni nelle quali Claudio fa valere appieno la sua fase di massima espressione atletica, entrando nella maturità tecnica e conducendo la squadra romagnola a vincere due scudetti (1999 sotto la guida di Mazzotti e 2000 sotto la guida di Romano, quando ottiene anche il primo MVP), piegandosi solo nel 2001 al Nettuno di Vigna, Ventura, Casolari, De Franceschi e D’Auria, allenato da Faraone. I numeri del bomber novarese in queste tre stagioni sono eccellenti, con medie battuta che arrivano ai 404 in regular season (2000), 444 in semifinale (2001) e 333 in finale (1999). In 183 partite in nero arancio per lui 23 fuoricampo e 128 RBI.

Bologna, anche una scelta di vita

Fortemente voluto dalla società biancoblu (che successivamente ne ha rilevato il cartellino dal Novara quando è entrata in vigore la normativa dello svincolo), oltre che dal suo ex manager Mazzotti, Claudio Liverziani approda sotto le Due Torri nel 2002 ed è un colpo di mercato la cui onda d’urto arriva sino ad oggi. Il “matrimonio” fra Fortitudo e Liverziani, ma anche quello fra Liverziani e Bologna è di quelli destinati a durare e portare buoni frutti. Claudio è l’unico giocatore biancoblu sempre presente e sempre con un ruolo da protagonista nella conquista dei cinque scudetti (l’ultimo quello della stella) del ciclo vincente della Fortitudo del terzo millennio, che dal 2003 al 2016 ha raddoppiato il numero dei massimi trofei tricolori in bacheca. Liverziani è stato presente in campo nella metà degli scudetti vinti dai biancoblu, diventando anche il giocatore di sempre che ha vinto più titoli tricolori con quella divisa. Ma Bologna per Claudio è stato anche il luogo dove mettere radici, nel quale stabilirsi a livello di famiglia e di lavoro. L’importanza che ha avuto nel ciclo vincente biancoblu è presto detta: nella sua seconda stagione bolognese ecco l’agognato tricolore rincorso per quasi vent’anni. Siamo nel 2003, anno del cinquantenario: nella squadra felsinea grandi campioni del calibro di Frignani, Dallospedale, Rigoli, Antigua, Sheldon, Solano, Cretis, Newman, Betto, Landuzzi, il compianto Fontana, Milano, Riccardo Corradini, ma alla fine il MVP è proprio lui, Claudio Liverziani. Le sue medie stagionali sono a dir poco spaventose: il 368 in battuta in regular season diventa 500 in semifinale e 412 in finale; il 518 di arrivi in base diventa 625 e 615 (praticamente ineliminabile). La media “slugging” in finale sale alle stelle, 912, frutto di 3 fuoricampo che portano a 14 il totale stagionale (record personale, erano stati 13 nella stagione d’esordio in biancoblu, dove però la Fortitudo Italeri si era fermata in semifinale). Il secondo scudetto, l’ultimo con Mazzotti e anche l’ultimo con il marchio Italeri, arriva due anni dopo, nel 2005, con Jesus Matos sugli scudi dalla collinetta, alla fine MVP, ma fra quelli con il bastone, Liverziani è sempre presente fra i migliori. Da ultra trentenne, Liverziani si mantiene tra i “top players” del baseball italiano, limitando gli inevitabili cali di potenza e velocità, bilanciandoli con una sempre maggiore capacità di selezionare i lanci, conquistando peraltro così un record destinato ad essere imbattuto ancora per molto: quello delle basi ball ottenute in carriera (972). Sempre impeccabile in difesa (nessun errore nell’ultima stagione 2016), lascia il cuscino di prima base per occupare in pianta stabile il ruolo di esterno destro. Le sue spiccate caratteristiche offensive ne fanno un perfetto “tre in battuta”, un battitore che deve saper fare bene tutto (quarto assoluto come percentuale vita arrivi in base con 464), battere valido quando serve (media vita in battuta 325), far avanzare i compagni quando c’è bisogno, battere fuoricampo (105 in carriera) o extrabase quando serve (265 doppi, quinto assoluto), prendere un passaggio gratuito quando occorre. Veloce e intelligente sulle basi, è il terzo di tutti i tempi come punti segnati (1009) e il quinto come basi rubate (243). Il tutto in 1111 partite disputate (terzo assoluto in massima serie), nelle quali ha battuto a casa 759 RBI (decimo di tutti i tempi). Teniamo anche conto che le statistiche vanno rapportate al periodo storico in cui si gioca, dunque questi numeri in realtà assumono una valenza ancora maggiore, ma non debbono mettere in secondo piano la sua grande capacità difensiva, che ne fanno un baseball player a 360 gradi. Nel 2009, con già Marco Nanni saldamente alla guida dei biancoblu, ecco l’ottavo scudetto della Fortitudo, che battezza nel migliore dei modi l’era dell’abbinamento con il Gruppo Unipol, il terzo con Claudio Liverziani in campo. Come MVP sarà scelto Eddy Garabito, ma il trentaquattrenne Liverziani fa sentire il suo peso con 298 di media battuta in regular season, 355 nel “round robin” e 571 nelle vincenti Italian Baseball Series, con medie arrivo in base stellari. Nel 2014 il nono scudetto della Fortitudo vede un giovane MVP, un certo Claudio Liverziani, alla soglia dei 40 anni, che batte la sua ex squadra (il Rimini) in finale. In questa stagione supera anche la soglia delle 1000 presenze in massima serie e batte il centesimo fuoricampo. E’ il secondo titolo conquistato dal bomber novarese con la fascia di capitano al braccio, dopo la coppa dei campioni 2013, la quinta della storia biancoblu, quella che ha consentito alla squadra bolognese di partecipare alle Asia Series 2013. Nel 2016 infine, storia recente, con il vecchio compagno di tante battaglie Daniele Frignani alla guida tecnica, ecco l’agognata stella, il decimo scudetto, sul quale si conclude anche la carriera di un grande campione.

Una carriera che poteva essere ancora più ricca se Liverziani non avesse dovuto saltare due intere stagioni, 2010 e 2011, per una squalifica, dopo essere risultato positivo ad un controllo delle urine che ha rilevato tracce di sostanza non consentita, frutto di una disattenzione che è costata molto cara al giocatore, un errore che la società ha compreso, rimanendo sempre vicina a Claudio, fermamente convinta della sua piena buona fede.

La nazionale

Per Claudio Liverziani anche una lunga carriera in maglia azzurra, rivestendo anche i gradi di capitano, interrotta volontariamente dopo la partecipazione al World Baseball Classic del 2006 e 103 gare disputate (tredicesimo di sempre). Fra i tornei disputati, oltre al WBC, si annoverano tre Olimpiadi (Atlanta 1996, Sidney 2000 e Atene 2004), quattro europei (’95, ’99, ’01, ’03) e un mondiale (2001).

Claudio Liverziani: record e titoli vinti

Media battuta: 325

Percentuale on base: 464 (4° assoluto)

Punti segnati: 1009 (3° assoluto)

RBI: 759 (10° assoluto)

Gare disputate: 1111 (3° assoluto)

Battute valide: 1284 (5° assoluto)

Doppi 267 (5° assoluto)

Fuoricampo 105 (13° assoluto)

Basi per ball 972 (1° assoluto; 2° Bianchi con 843)

Basi rubate 243 (5° assoluto)

Scudetti: 7 (5 con Fortitudo, 2 con Rimini)

Coppe Italia: 7 (5 con Fortitudo, 1 con Novara, 1 con Rimini)

Coppe dei Campioni: 2 (con Fortitudo)

Coppa CEB: 1 (con Juve Torino)

FOTO FIBS

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