Radio Nettuno

Avellino sbanca il “PalaDozza” e ora alla Virtus serve l’impresa

7 Maggio 2018
Avellino sbanca il “PalaDozza” e ora alla Virtus serve l’impresa

SEGAFREDO – SCANDONE 64 – 70
(15-18; 28-33; 41-46)
Virtus: Gentile A., Pajola, Baldi Rossi 2, Ndoja 4, Lafayette 5, Aradori 22, Gentile S. 6, Lawson 7, Slaughter 11, Wilson 7. All. Ramagli.
Avellino: Zerini 4, Wells 4, Fitipaldo 3, Bianco ne, Lawal 4, Leunen 5, Scrubb 7, Filloy 11, D’Ercole, Rich 17, Fesenko 15, Parlato ne. All. Sacripanti.

Come 2 anni fa, sarà la trasferta di Reggio Emilia a decidere il futuro della Virtus. Nel 2016 fu la prima retrocessione sul campo dei bianconeri, nel 2018, invece, si spera possa regalare un posto nei play off. E pensare che dagli altri campi stavano arrivando ottime notizie (ko sia Cremona che Sassari), ma Avellino ha dimostrato di essere superiore ad una Segafredo, nel rovente finale, però, un po’ sprecona.
La cronaca: molto equilibrato l’avvio (8-8, 12-12), poi gli irpini prendevano qualche lunghezza di vantaggio grazie ad uno scatenato Rich (13-18). Era Lawson a riportare i felsinei in parità a quota 20, poi nuova accelerazione degli ospiti (20-29), con Fesenko che faceva valere la sua enorme mole. Aradori permetteva alla Virtus di andare al riposo col minimo dei danni (28-33), poi era Slaughter a farsi vedere in attacco per il 38-35 del 25’. Ancora un break favorevole ad Avellino (1-10, 39-46 al 29’), ma Stefano Gentile dava la verve necessaria per una nuova parità a quota 46. Ospiti nuovamente a +6 con due triple (46-52), poi la Segafredo stringeva i denti ed impattava a quota 59. Dopo una porcheria in fase offensive, Wilson infilava la “bomba” del sorpasso (62-61 a 90” dal gong). Filloy rispondeva dai 6,75, poi due palle perse (Lafayette ed Aradori) davano il colpo di grazia e, ora, per la Virtus servirà l’ennesima impresa esterna.

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