Radio Nettuno

Segafredo, vincere a Imola è stato semplice come bere un caffè

9 Ottobre 2016
Segafredo, vincere a Imola è stato semplice come bere un caffè

ANDREA COSTA – SEGAFREDO 67 – 85

(10-27; 26-49; 44-71)

Imola: Tassinari 8, Cohn 9, Cai, Pelliconi, Maggioli 8, Wiltshire, Borra ne, Ranuzzi 11, Prato 13, Preti, Hassan 3, Norfleet 15. All. Ticchi.

Virtus: Spissu 9, Umeh 21, Pajola 11, Spizzichini 2, Berti, Petrovic 3, Rosselli 11, Rubbini, Oxilia 10, Penna 4, Lawson 15. All. Ramagli.

Tutto troppo facie per una Virtus che ha dominato per 30’ al PalaRuggi dimostrando di avere giovani intraprendenti e in grado di stare in campo. Se all’esordio era stato Penna a farsi notare, a Imola, il diciassettenne Pajola, partito in quintetto per le contemporanee assenze di Ndoja e Michelori, è stato praticamente perfetto (3/4 sia dal campo che dalla lunetta). Benissimo anche Umeh e Lawson, con minuti preziosi anche per Oxilia, 10 punti che all’Unipol Arena non aveva convinto.

Pronti, via e cinque punti di Pajola davano il la all’allungo della Segafredo: dall’8-14 del 5’ si passava all’8-25 del 9’ col canestro da sotto di Petrovic. Se era stato Lawson, nel primo quarto, a fare la differenza, nel secondo arrivava il momento di Umeh. Tripla del 19-37 del 15’, poi missile per il 22-43 e, infine, tredicesimo punto con la bomba del 24-46. All’intervallo alcune cifre erano inequivocabil: 7/14 da 3, 58% complessivamente dal campo e 25 a 11 il computo dei rimbalzi per i bianconeri.

Nella ripresa non c’era la reazione dei padroni di casa e, anzi, Penna, in contropiede, firmava il +27 (37-64). L’ultima frazione era soltanto un lunghissimo garbage time anche se Ramagli, dopo l’iniziale 10-1 (da 44-71 a 54-72), aveva volute parlarci sopra per evitare brute sorprese.

Per l’Andrea Costa, orfana del pivottone Borra, ci sarà da verificare le qualità dei due americani che non hanno assolutamente convinto.

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