Radio Nettuno

Verdi: “La Nazionale? Prima gli obiettivi di squadra”

19 Luglio 2017
Verdi: “La Nazionale? Prima gli obiettivi di squadra”

Castelrotto #day8
L’azzurro che avvolge il cielo di Castelrotto. Talmente bello, perfetto e limpido che sembra disegnato da un bambino, con le nuvole che prendono le forme di pennellate di Van Gogh. E l’azzurro è anche il colore del ritiro in Val Di Siusi per il Bologna. Ma come, che fine hanno fatto il rosso e il blu? Altro scherzo cromatico? Ancora problemi con il logo sulla maglia? Assolutamente no. L’azzurro è quello dell’Italia, quel colore che unisce tutti i tifosi nei grandi appuntamenti. L’azzurro è il colore della maglietta della nazionale che, con Ventura alla guida, punta diretta verso il mondiale di Russia 2018. Ci credono e ci puntano, fortemente, due ragazzi che invece tengono molto al rossoblù della loro vera casacca da gioco. Simone Verdi e Mattia Destro.
Ne parla, il bel Simone nel corso della sua conferenza stampa: “Mattia è il bomber, è l’uomo simbolo della squadra, il nostro trascinatore”. Il 9 e il 10, che coppia. “Si merita una stagione importante, dopo aver sofferto tantissimo lo scorso anno, non è vero che non ci tiene, anzi, sta molto male quando la gente non gli vuole bene”. E aggiunge: “giocare trequartista, nel 4-2-3-1, mi permette di essere molto più vicino a Destro e poter dialogare nello stretto con lui, creando molte più difficoltà alle squadre avversarie”. Verdi parla con grande calma, in sala stampa, sa di avere delle responsabilità importanti sulle spalle, inizia per lui la stagione della consacrazione dopo aver vissuto un campionato da assoluto protagonista inatteso. “Non sarà un’annata come tutte le altre, le aspettative su di me sono molto più alte” spiega il talentino ex Milan “ho tanta voglia di fare bene e sono qui anche per conquistarmi un posto in Nazionale, ma gli obiettivi personali vengono dopo quelli di squadra. Ne sono solo una logica conseguenza”. Del Simone calciatore c’è, onestamente, poco da raccontare anche in questa prima settimana di Castelrotto. Salta l’uomo, assist al bacio per i compagni, calcia in porta con tutti e due i piedi, scherza con tutti. Camminano anche diversi bambini che portano il numero 9 e il nome Verdi sulla maglia rossoblù o sulla maglia gialla. Rigorosamente dello scorso campionato. E l’altro ragazzo della coppia? Destro si allena, Destro si diverte, Destro sorride. Perde di qualche centimetro alle “olimpiadi aziendali” nel lancio del giavellotto contro Mister Roberto Donadoni e contesta il conteggio dei metri effettuato da Renato Olive.
Il mercoledì dei rossoblù scivola via con tanto lavoro di campo e diverse prove tattiche. La mattina tocca alla difesa con la linea a 4, confermatissima, che vede Torosidis, De Maio, Maietta e Mounier (?) e Mbaye, Gastaldello, Helander e Masina. Un Masina che accusa un problema alla caviglia, si accascia per terra con le mani sul volto e lascia tutti in apprensione. Poi, si fa fasciare e si rialza, riuscendo anche a finire la seduta con i compagni. Il pomeriggio, invece, vede protagonista l’attacco. Ci si stropiccia gli occhi quando Donadoni distribuisce le casacche e si prova il tridente formato da Falletti, Verdi e Di Francesco alle spalle di Destro. Ma tutta sta qualità? Impressionante. Intanto, Krafth rientra in città per svolgere gli esami strumentali che dovranno chiarire il suo risentimento muscolare che lo ha colpito nella mattinata di martedì mentre sono attesi qui in ritiro sia Emanuele Troise che Diego Perez, allenatore e vice allenatore della primavera.
Domani si corre, signori. Squadra al completo sull’Alpe di Siusi a 1800 mt di altezza per un intenso lavoro aerobico. A seguire un pranzo in baita tutti insieme e un meraviglioso pomeriggio di riposo e libertà. Nel rosso e nel blu, aggiungeteci l’azzurro che dipinge il quadro del Bologna 2017/18.

m.c.

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