Radio Nettuno

Uragano Lavoropiù, Verona al tappeto, F sempre più prima

13 gennaio 2019
Uragano Lavoropiù, Verona al tappeto, F sempre più prima

LAVOROPIU’ – SCALIGERA 96 – 71

(17-10; 43-32; 69-57)

Fortitudo: Hasbrouck 20 (1/3, 6/10), Cinciarini 17 (3/6, 3/6), Leunen 15 (3/3, 3/4), Venuto 12 (4/4), Rosselli 9 (3/4, 1/3), Pini 9 (4/7), Fantinelli 6 (2/4, 0/1), Benevelli 6 (0/3, 1/2), Simon 2 (1/2), Sgorbati (0/1), Prunotto (0/1), Mancinelli ne. All. Martino.

Verona: Candussi 20 (6/9, 1/3), Ferguson 19 (5/6, 1/7), Henderson 9 (2/2, 1/4), Amato 7 (2/3, 1/6), Ikangi 7 (1/2, 1/2), Maspero 5 (1/3, 1/3), Severini 4 (0/2, 1/4), Dieng (0/2), Quarisa, Guglielmi, Oboe (0/1), Udom ne. All. Dalmonte.

Una lezione. La Fortitudo si conferma primissima della classe nel girone Est dell’A2, travolgendo anche una buona Verona, almeno per tre quarti. Si diceva che Verona era temibile dalla lunga distanza e, invece, è stata la Lavoropiù a fare 18/31 da 3 punti. Sicuramente l’assenza di Udom ha pesato per una formazione, quella gialloblu, insufficiente, complessivamente, nei due stranieri, mentre molto bene è andato il pivottone Candussi (20 punti e 12 rimbalzi). Difficile trovare il migliore in campo, perchè a turno è come se si fossero passati il testimone in attacco stile staffetta 4×100.

La cronaca: box and one su Hasbrouck e Fortitudo che faticava a trovare la via del canestro e solo Leunen rispondeva presente (10-8 all’8’, con 8 punti dell’americano). La prima scossa, parziale di 12 a 0 tutto fatto da solo, la dava Cinciarini (22-10). In difesa i padroni di casa regalavano solo le briciole e si arrivava, così, sul 37-23 al 17’. A cavallo delle due frazioni centrali il miglior momento degli scaligeri che rientravano a -7, 50-43, con un canestro in contropiede, dopo palla rubata, di Ferguson. Era Hasbrouck ad infilare tre bombe quasi consecutive ed in mezzo ce n’era una quarta, di Benevelli, per il 65-49. Verona non mollava, rientrava a -12 sulla terza sirena (69-57), ma subiva quattro missili in serie di Venuto che valevano come un knock out. 81-61 a 7’ dalla fine e big-match chiuso, con i felsinei che toccavano il massimo vantaggio, con Rosselli, sul 94-69.

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