Radio Nettuno

Unipol Arena espugnata. Passa Varese 74-84

21 Ottobre 2012

Virtus SAIE 3 – Cimberio Varese 74-84   (15-25; 33-42; 53-64)

SAIE3 Bologna: Poeta 7, Imbrò 5, Hasbrouk 19, Minard 4, Moraschini 11, Gaddefors 4, Gigli 15, Rocca 7, Parzensky 2. All.: A.Finelli

Cimberio Varese: Green 7, De Nicolao 8, ere 19, Banks 11, Rush, Polonara 17, Dunston 13, Talts, Sakota 9. All.: F. Vitucci

Orfana di Smith, Finelli cambia il rodato starting five affidando il posto dell’americano (volato negli USA per assistere alla nascita dei gemelli nati prematuri) a Gaddefors, in campo insieme a Poeta, Hasbrouk, Minard e Gigli. Vitucci risponde con Green, Banks, Dunston, Ere e Sakota. Dalla linea dei 3 punti arrivano le prime gioie per le due squadre, soprattutto per Varese che tocca il 5-11 al 4° con la tripla di Ere, che si trova la palla in mano dopo una bella  rubata di Minard. L’ex Montegranaro è il primo ad uscire per dare spazio a Moraschini che fa 2/2 ai liberi e la Virtus ritrova il pari a 3’33 dalla prima sirena a quota 11. Il parzialone di 10-0 per  i lombardi taglia le gambe dei bianconeri, la cui difesa appare inefficace contro il ritmo indiavolato dettato da Green e Dunston. Il 4/12 ai liberi poi, non aiuta la Virtus a rimanere a galla. 15 a 25 al 10°.

La seconda frazione comincia nel migliore dei modi: Minard sblocca la sterilità della Virtus con la mano sinistra, segue il 2/2 ai liberi di Angelo Gigli. A chiudere il parziale, il giovane Matteo  Imbrò che senza pensarci più di tanto arma la mano dall’arco e segna in faccia ad Achille Polonara, due giovani che probabilmente faranno molto parlare di loro. A complicare ulteriormente il momento di Varese arriva il terzo fallo di Dunston al 13°, con Talts già a quota 2. Nonostante questo, gli uomini di Frank Vitucci rimangono in pieno controllo sulla gara 24-33 al 15°, con la difesa Virtus davvero non all’altezza delle precedenti uscite. Fa il suo ingresso anche Parzensky per Gaddefors reo del 3 fallo, e si presenta appoggiando al tabellone su comodo invito Hasbrouk e recuperando il pallone su un incertezza di Ere. Si va al riposo con Varese ancora sul + 9, frutto dell’ottima prima frazione  e del buon controllo nella seconda.

Pronti, via e Varese torna fiammante come in avvio di gara con il suo capitano, Ebi Ere, vero e proprio martello con un 4/7 da 3 e già a quota  16 con i biancorossa al massimo vantaggio (39 – 58) e la Virtus che gioca la carta della difesa a zona 2-3 adattata per recuperare. In effetti qualcosa la Virtus riesce a “limare” con 2 recuperate e un 7 a 0 firmato Rocca, Gaddefors e Hasbrouk. Ci sarebbe da mordersi le mani perché la Virtus da – 19 arriva in 4 minuti al -10 (58-48 ad 1’48) stringendo le maglie in difesa e sarebbe bastata un po’ più di attenzione all’uscita dallo spogliatoio per scrivere un altro copione. Le percentuali al tiro ricordano tanto quelle dall’anno scorso dove da 3 e ai liberi si faticava tanto, i giocatori sono cambiati quasi tutti, ma i problemi ancora no. In chiusura di quarto Sakota fa 2/2 da 3, Hasbrouk e Rocca accorciano a -11.

L’ultima frazione mostra tutta la voglia della Virtus di fare bene davanti al proprio pubblico e mantenere l’imbattibilità casalinga, gettandosi su ogni pallone. Gigli e Moraschini fanno i miracoli, Hasbrouk si sblocca dall’arco e i bianconeri si trovano a -7 a 5’33 dalla fine con Varese già in bonus e tanti uomini chiave con problemi di falli. “Big Ken” in palleggio, arresto e tiro insieme a “Morasca” (autore di un canestro pazzesco in rovesciata) mandano nel pallone Varese che ora controlla solo di 3 lunghezze (67 -70 al 36°). Varese trova nuovo ossigeno da Dunston e Polonara con un nuovo letale 9-0 che la Virtus non riuscirà più a recuperare.

La Cimberio Varese espugna l’Unipol Arena, impresa riuscita nella passata stagione solo all’Olimpia Milano in regular season e diventa capolista in coppia con la Dinamo Sassari, vincente oggi sul campo di Venezia ai supplementari. La Virtus si stacca dunque dal terzetto in vetta, evidenziando vecchi problemi, consapevole che l’assenza di un titolare come Smith cambia, e di molto, le musica. Note positive da Moraschini (se fosse sempre questo forse non servirebbe un innesto sul mercato) e Parzensky (ha sfruttato bene l’occasione). Prossimo impegno ad Avellino contro la Sidigas.

G.S.

 

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