Radio Nettuno

Troppo James per la Virtus, Milano espugna il “PalaDozza”

14 ottobre 2018
Troppo James per la Virtus, Milano espugna il “PalaDozza”

SEGAFREDO – ARMANI EXCHANGE 79 – 88
(16-22; 40-39; 64-69)
Virtus Bologna: Punter 14 (3/6, 2/7, 2/2), Martin 6 (3/5, 0/2), Pajola, Taylor 15 (2/5, 2/4, 5/6), Baldi Rossi (0/1, 0/1), Cappelletti ne, Kravic 6 (3/6), Aradori 8 (4/6, 0/1), Berti ne, M’Baye 7 (2/4, 1/4), Cournooh 5 (1/2, 1/2), Qvale 18 (9/14, 0/1), All. Sacripanti.
Milano: Della Valle 3 (1/2, 1/2), James 26 (7/10, 4/8), Micov 11 (1/6, 3/4), D’Ambrosio ne, Gudaitis 14 (6/9, 2/4), Bertans (0/2, 0/3), Fontecchio (0/1 da 2), Nedovic 18 (3/4, 3/5, 3/4), Kuzminskas 2 (0/3, 2/2), Cinciarini, Burns 12 (4/4, 1/1, 1/3), Brooks 2 (1/3, 0/1). All. Pianigiani.

Vince James, vince Milano. La Segafredo disputa una buona partita contro i campioni d’Italia (“la migliore prestazione fino ad ora”, dirà Sacripanti a fine gara), ma non basta. Nel momento decisivo, sul 73-72 a 7’ dalla fine, la Virtus non vedeva più il canestro (discutibile qualche scelta del play Taylor), mentre l’Olimpia, con le triple di Micov e James, volava via. Peccato, ma i biancorossi hanno meritato, mentre per i bianconeri c’è la speranza di avere margini di crescita come ha dimostrato, nella gara odierna, il pivottone Qvale (top scorer dei suoi).
La cronaca: 9-9 al 4’ con James che faceva subito vedere di essere un “marziano”. Grazie a Nedovic, Milano tentava la fuga nelle ultime curve del primo period (16-22 al 9’), ma Kravic faceva la voce grossa e la seconda frazione scivolava via punto a punto con la Segafredo, però, che si faceva preferire. Ripresa e 47-41, canestro di Martin. L’Olimpia trovava in Burns un protagonista (forse) inatteso e, con un parziale di 2 a 14, scappava via sul 62-68. La Virtus non arretrava di un centimetro e rimetteva la testa avanti con una zingarata di Cournooh (73-72). Qui, si decideva la partita: Bologna difendeva alla grande, ma sciupava in attacco e, quando arrivavano le due “bombe” di Micov e James, era come prendere un pugno da knock out. Ultimo sussulto sul 79-84, ma i biancorossi erano troppo bravi per sperare in un’incredibile rimonta.

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