Radio Nettuno

Segafredo, quasi una Caporetto, la Reyer vince per 94-75

4 novembre 2018
Segafredo, quasi una Caporetto, la Reyer vince per 94-75

UMANA – SEGAFREDO 94 – 75
(21-19; 48-35; 69-50)
Reyer: Haynes 5, Stone, Bramos 4, Daye 12, Vidmar 12, Tonut 21, Biligha 12, Cerella, Giuri 5, De Nicolao 6, Jerkovic, Watt 17. All. De Raffaele.
Virtus: Taylor 10, Punter 12, Aradori 22, M’Baye 8, Qvale 7, Kravic 9, Martin, Berti ne, Pajola, Cappelletti 3, Baldi Rossi 4, Cournooh. All. Sacripanti.

Regge poco più di un quarto la Virtus al “Taliercio”. Uno straripante Tonut è stato l’uomo della svolta, ma, alla distanza, si è vista la differenza tra i due roster, con i bianconeri che hanno perso Martin, per infortunio, nelle primissime curve del secondo periodo.
La cronaca: la Segafredo, con Qvale in quintetto, scatta meglio dai blocchi e raggiunge anche le cinque lunghezze di vantaggio sul 10-15 (tripla di Punter). Poi entra l’uragano Tonut che trascina, praticamente da solo, la Reyer al sorpasso (21-19 al 10’). Il tempo di far entrare Martin che l’ala ex Cremona si deve fermare. Tonut è una sentenza e la capolista vola sul 36-27 al 15’. Il solco si allargava negli ultimi tre minuti del periodo e al riposo il tabellone segnava 48-35. Nella ripresa c’era una sola squadra in campo: 64-41 con le bombe di Daye e Tonut, poi una mini reazione bianconera (64-48), ma è un fuoco di paglia, perché la Reyer torna ad accelerare toccando il massimo vantaggio, missile di De Nicolao, sull’88-62.
Dopo la sconfitta contro l’Umana Reyer al Taliercio, l’amministratore delegato bianconero, Alessandro Dalla Salda, ha analizzato da bordocampo lo stop subito dalla truppa di Sacripanti.
Prima di tutto faccio i complimenti a Venezia, che ha vinto nettamente. Noi abbiamo fatto una brutta partita, senza ombra di dubbio. Un passo indietro che in tutta sincerità non ci aspettavamo di queste dimensioni, considerando che la squadra ha sempre dato tutto, anche nei momenti difficili, e non ha mai mostrato le difficoltà palesate oggi sia dal punto di vista fisico che da quello tecnico. E’ una sconfitta che ci lascia dispiaciuti, ma che non deve farci perdere i focus più importanti della nostra stagione: la ricerca di una qualificazione playoff sia in campionato che in Coppa e un percorso di crescita che parte anche da queste difficoltà. Quando incontri squadre come la Reyer, che vengono da anni e anni di programmazione con le stesse persone, o sei solido e hai grande energia, o succede come oggi, una situazione su cui faremo un’analisi e dovremo ripartire. Quale sia la Virtus vera ce lo chiediamo anche noi, oggi quello che è mancato dal punto di vista tecnico lo avrà spiegato il nostro allenatore, ma anche dal punto di vista nervoso la squadra si è sciolta alle prime difficoltà, e in precedenza non era mai successo. Una domanda che si fa fatica a decifrare, probabilmente all’inizio stavamo meglio e oggi siamo un po’ affaticati, abbiamo uno staff all’altezza per analizzare tutto questo anche se c’è poco tempo per respirare: dobbiamo concentrarci subito sulla Coppa e poi ci aspetta la sfida con Cantù. Non ho visto arrendevolezza, ma certamente poca decisione nel credere in un recupero e poca forza nel cercare di metterlo in pratica. L’infortunio di Martin condizionante? Per abitudine non mi sento di vedere in questo un episodio, una squadra che vuole diventare grande non può smettere di giocare per l’infortunio occorso a un suo giocatore. Anche se abbiamo visto tutti che il giocatore stava male, e psicologicamente è stato un momento che tutti abbiamo subìto. Ma non mi sembra di poter addebitare una sconfitta a un infortunio, seppure grave”.

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