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SBK – Superpole di Checa, la Ducati vola

23 Febbraio 2013

Nonostante le difficoltà in qualifica, Carlos Checa (Ducati) conquista la prima Superpole della stagione. Lo spagnolo firma il nuovo giro veloce di riferimento in 1:30.234, precedendo le Aprilia di Laverty (+0.195) e Fabrizio (+0.347). Sykes (Kawasaki) è 4° davanti a Melandri (BMW), con gap identico +0.381. Seguono Guintoli (Aprilia, +0.449) e Camier (Suzuki, +0.757), davanti alle Honda di Haslam (+0.764) e Rea (+1.508). Giugliano (Aprilia) 10°.

El Toro c’è e lo dimostra quando serve. Dopo due qualifiche in salita, Checa era corso a fare una fisioterapia mirata per recuperare le energie, dopo le botte e i disagi fisici dei giorni scorsi. Ripresentandosi poi in pista carico e determinato sull’obiettivo: ovvero mantenere il suo nome accanto al tempo di riferimento del tracciato australiano (2011, Checa 1:30.882). Una cavalcata passata attraverso i tre impegnativi step della Superpole, fino al giro perfetto stampato in 1:30.234 sotto la bandiera a scacchi. Giro che regala il primo centro stagionale alla debuttante Ducati  Panigale 1199R e al rientrante team Alstare guidato dall’esperto manager Batta. Segno che è vero che la stagione delle Rosse è iniziata in salita, anche a causa della frattura al piede che ha messo fuori dai giochi Badovini, ma sta rivelando fin da subito un potenziale importante. Detto che Checa ha dovuto fare appello a tutta la sua esperienza, velocità e talento, scherzando poi al parco chiuso, dichiarando: “Non ho più l’età per tutte queste cose”.

Intanto le favoritissime Aprilia cedono la prima posizione, ma completano la prima fila con l’ufficiale Laverty che riesce a mettere dietro il veloce privato, Fabrizio. Anche se Michel, che aveva dominato le qualifiche, non è soddisfatto del terzo tempo e promette battaglia. Apre invece la seconda fila Sykes che curiosamente stampa un tempo identico a quello di Melandri, ma l’inglese lo realizza per primo e quindi l’italiano segue. Marco, però, ha un gran passo e potrebbe essere un cliente scomodo per tutti, sempre sperando che la spalla non lo condizioni troppo. E resta dentro il mezzo secondo di margine Guintoli, che chiude sesto in attesa di vedere il semaforo verde e buttarsi nella mischia fin dalla prima curva.

La terza linea è aperta da Camier che, con una Suzuki GSX-R1000 non certo di ultima generazione, si prende il lusso di tenere dietro le nuove CBR1000RR di Haslam e Rea. Segno che il team Honda deve ancora lavorare di fino per trovare un setting di base più efficace. Infine un po’ sotto tono la pretazione di Giugliano, che è rimasto fuori dai giochi della SP3, ritrovandosi accanto a Baz e Davies. Tutta gente che, nell’ottica della gara, non ha nessuna intenzione di restare nelle retrovie.

(fonte sportmediaset)

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