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La Virtus tocca, a Capo d’Orlando, il punto più basso

1 Febbraio 2016
La Virtus tocca, a Capo d’Orlando, il punto più basso

CAPO D’ORLANDO – OBIETTIVO LAVORO 89 – 62

(29-16; 47-29; 59-46)

Capo d’Orlando: Munastra, Galipò, Boatright 17, Nankvili 7, Bowers 19, Laquintana 7, Jasaitis 7, Ilievski 4, Nicevic 2, Basile 9, Stojanovic 11, Oriakhi 6. All. Di Carlo.

Virtus: Fabiani, Hasbrouck 8, Fontecchio 2, Gaddy 8, Mazzola 5, Pittman 11, Cuccarolo ne, Fells 7, Odom 14, Vitali 7. All. Valli.

Umiliati! La peggiore prestazione della stagione della Virtus nella serata più importante, quella che poteva regalare la serenità in casa bianconera. Invece, si vivrà la gara con Pesaro, in programma martedì 9 febbraio, come l’ennesima “finale per non retrocedere”.

Inspiegabile l’approccio soft dell’Obiettivo Lavoro: 12/18 al tiro per I siciliani nel primo quarto e, dopo cinque minuti, il tabellone segnava già un eloquente 16-4 con Pittman autore dei punti ospiti. Bowers e Boatright erano inarrestabili e se la Virtus non veniva subito travolta era perché Odom rispondeva presente in attacco (34-24 al 14’ con 12 punti dell’ala Americana). Capo d’Orlando, però, proseguiva a trovare il canestro con continuità, mentre le vu nere andavano al riposo con un desolante 11/32 dal campo (22/61 al 40’) e -18 sul tabellone (47-29).

Nella ripresa si svegliava Mazzola con cinque punti consecutive e, dopo la tripla di un impalpabile Fells, l’Obiettivo Lavoro sembrava poter rientrare nel match (49-40 al 26’). Errore, perché i siciliani replicavano con un 5-0 e, nel dubbio, iniziavano l’ultima frazione con un altro minibreak di 5 a 0 (64-46, gioco da tre punti di Basile). Mossa della disperazione di coach Valli, sul 69-52 al 34’, la zona, ma Bowers e Basile la castigavano immediatamente (75-52), chiudendo virtualmente la partita con quasi cinque minuti d’anticipo.

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