Radio Nettuno

La Segafredo non sbaglia in Champions e fa il bis con Ostenda

16 ottobre 2018
La Segafredo non sbaglia in Champions e fa il bis con Ostenda

SEGAFREDO – OSTENDA  89 – 60

(21-22; 43-25; 70-39)

Virtus: Punter 11 (0/2, 3/6, 2/2), Martin 5 (1/3, 1/1), Pajola 4 (2/2, 0/4, 0/1), Taylor 3 (0/3, 1/1), Baldi Rossi 3 (1/4), Cappelletti 6 (2/3, 0/1, 2/2), Kravic 6 (3/6), Aradori 10 (2/6, 2/4), Berti 4 (2/2), M’Baye 14 (3/4, 1/4, 5/8), Cournooh 8 (1/1, 2/4), Qvale 15 (7/9, 1/1), All. Sacripanti.

Ostenda: Williams ne, Lambrecht 4 (2/4), Lasisi 7 (2/6, 1/3), Schwartz 2 (0/3, 2/2), Buza ne, Mwema 7 (1/3, 1/2, 2/4), Desiron 10 (4/5, 2/4), Djordjevic 6 (3/6), Kesteloot 5 (2/3, 1/2), Fieler 5 (1/2, 1/3, 0/2), Maric 6 (3/4, 0/2), Djurisic 8 (0/5, 1/2, 5/6), All. Gjergja.

Tutto facile per la Virtus, nella seconda gara interna consecutive in Champions, anche se, per dieci minuti, non sembrava proprio che sarebbe stata una passeggiata. Con una taglia superiore alla media delle squadre italiane, infatti, Ostenda era stata spesso avanti nel primo quarto, con Desiron che faceva a spallate con un ottimo Qvale e con Djordjevic che era tanto brutto al tiro, quanto concreto. Poi, il crollo dei belgi ed un match in cassaforte già all’intervallo (43-25), con una Segafredo che non smetteva di togliere il piede dall’acceleratore se non sul 70-37…

La cronaca: al massimo un possesso di vantaggio tra le due squadre (bene M’Baye), con gli ospiti che sembravano chiudere il periodo sul 19-22, prima di una persa sull’ultimo teorico possesso del tempo e di un contropiede di Pajola, che svegliava squadra e pubblico. Il parziale, in poco più di sette minuti, era di 20 a 1 (39-23), con Kravic e Cournooh in evidenza in attacco, ma era tutto il quintetto a meritarsi l’applauso, grazie ad intensità e a giuste scelte in attacco. Sacripanti, però, voleva stare tranquillo e, quindi, chiedeva un nuovo sforzo nella ripresa e prima Qvale e poi Punter chiudevano il match (64-35 al 28’), con la forbice che toccava le 33 lunghezze sul 70-37. Ultimo quarto e spazio alle due panchine, con la Virtus che gestiva il vantaggio mettendo in luce, se mai ce ne fosse stato bisogno, Cappelletti e permettendo a Berti di rispondere presente con due bei canestri.

s.m.

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