Radio Nettuno

La Segafredo fa sognare, ma il finale è il solito refrain

5 Novembre 2017
La Segafredo fa sognare, ma il finale è il solito refrain

EA7 – SEGAFREDO 72 – 64
(13-15; 39-35; 54-55)
Milano: Goudelock 16, Micov 7, Theodore 14, Pascolo 4, Bertans 5, Gudaitis 16, Jefferson ne, Abass ne, Cusin 2, Fontecchio ne, M’baye, Cinciarini 8. All. Pianigiani.
Virtus: Gentile A. 20, Umeh 5, Pajola ne, Petrovic ne, Ndoja 10, Rosselli, Lafayette 4, Aradori 12, Gentile S. 2, Lawson, Slaughter 11. All. Ramagli.

Ancora una buona prestazione, ma ancora una sconfitta per la Virtus che gioca alla pari con Milano per quasi quaranta minuti. Eloquente la fredda statistica dei bianconeri negli ultimi cinque giri di lancette: 0 punti. Peccato, perché sul piano difensivo la Segafredo aveva disputato un’ottima partita, pagando, però, dazio alla maggiore fisicità dell’Olimpia.
Pronti, via e 0-6 con Slaughter sorprendentemente in quintetto (non era al meglio, ma non se n’è accorto quasi nessuno…). Goudelock e Gentile sono quelli che partono col turbo, ma l’ala della Segafredo deve sedersi in panchina per due precoci falli. Gli ospiti rimangono sempre avanti nel punteggio fino al 15’ quando, con due liberi, di Gudaitis, l’EA7 mette la testa avanti (26-25). Cinciarini è un fattore, ma un ottimo Ndoja riporta le squadre a contatto (36-35). All’intervallo il dato dei rimbalzi è molto chiaro: 24 per le “scarpette rosse” e 13 per le Vu nere.
Ripresa e Aradori impatta rapidamente (39-39). Nel momento migliore della Virtus, arriva nuovamente un +6 (41-47), ma Theodore è una sentenza dalla lunga distanza e Goudelock, con un’altra bomba, firma il +1 interno (54-53). Milano sembra poter scappare (60-56 al 32’), ma la difesa bianconera fa muro e a 5’ dalla fine il punteggio è 64-64. Il parziale dei successivi duecentoquaranta secondi è 2-0, con la Segafredo che in parte è beffata dal ferro e in parte è sciupona. Il canestro più pesante lo segna in penetrazione Goudelock a 41” dal gong (68-64). Lafayette, ancora una volta presente in difesa, ma deficitario in attacco, prima commette fallo di sfondamento, poi regala a Theodore i liberi del +6 e, infine, sbaglia il canestro dell’eventuale ultima speranza. Game over.

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