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Il commiato di Reverberi, presidente regionale del CONI

15 Dicembre 2012
Il commiato di Reverberi, presidente regionale del CONI

Al termine del Consiglio Regionale del CONI dell’Emilia Romagna, che si è tenuto presso il Cierrebi Club, in via Marzabotto 24 a Bologna, il presidente William Reverberi e quello di Confcooperative Lanfranco Massari hanno sottoscritto e illustrato un importante accordo di collaborazione tra CONFCOOPERATIVE e CONI per incentivare la promozione e lo sviluppo dello sport dilettantistico, impegnandosi a porre in essere azioni comuni tese alla maggior diffusione della pratica sportiva.
Per il presidente Reverberi, che ha già annunciato al presidente nazionale del CONI Gianni Petrucci la decisione di non proseguire un cammino iniziato ben 12 anni fa, è stato il modo di poter salutare le tante persone che in questi anni hanno contribuito alla vita e alla crescita dello sport nella nostra regione.
Nel suo saluto Reverberi ha sottolineato: “Ci lasciamo alle spalle anni di appassionato lavoro“. Guardando al futuro il presidente ha parlato di opportunità: “La nostra voce deve saper essere convincente nei confronti del Comitato Olimpico Nazionale. I Comitati Regionali e le rispettive Delegazioni Provinciali devono essere in grado, con sempre maggiore incisività, di delineare nuovi percorsi, capaci di mettere al centro: il diritto alla pratica sportiva; la funzione associativa dello sport; il contributo dello sport allo sviluppo economico e sociale del territorio. L’autoriforma, approvata anche dal Ministero, rischia oggi di mettere in discussione il comune lavoro fatto sul territorio, nell’ottica di affermare una più forte democrazia partecipativa, all’interno degli organismi di governo del movimento sportivo. Ora, proprio mentre nel Paese forte è l’esigenza di tornare vicino alla gente e dare un senso ad un nuovo modello di decentramento, efficace ad affrontare i problemi nel punto più vicino in cui si presentano, il Consiglio Nazionale ha ritenuto di proporre al movimento sportivo ed al Governo un progetto di riforma destinato a rafforzare la visione centralista del sistema. Anche la nostra Regione deve sapere investire in progettualità e risorse tese a favorire lo sport dilettantistico avendo attenzione alla qualificazione degli assetti urbani, alla polivalenza degli impianti, al coinvolgimento del capitale privato. Spiace, comunque, dovere prendere atto del ritardo storico della nostra classe politica nel cogliere le potenzialità dello sport sempre più inteso come strumento educativo. Il Paese ha bisogno di una politica orientata a sostenere azioni che sappiano entusiasmare, trasmettere emozioni, coltivare sogni e, soprattutto, dare speranza ai nostri giovani“.

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