Radio Nettuno

Franchini (Sant’Antonio): “Pensiamo a un evento per le giovanili al Dall’Ara”

24 Ottobre 2012

 

Ufficialmente è il diesse del Sant’Antonio in Eccellenza, ma in realtà Fausto Franchini è uno di quei personaggi che tutti conoscono e di cui tutti parlano per questa o quella questione. Ospite negli studi di Radio International Bologna, Franchini ha raccontato la sua esperienza nel Sant’Antonio: “E’ una bella storia davvero quella a cui stanno dando vita Pino Renzi e Barbara Antinori. Portare una realtà così piccola (Sant’Antonio non è nemmeno un comune, ndr) a livelli così alti senza poi volersi fermare è una grande cosa. Purtroppo spesso le strutture di cui disponiamo non sono adeguate, ci vorrebbe un aiuto anche da parte delle istituzioni“. Ormai i Santi non sono più un miracolo: passata la stagione esaltante di Righi, alla guida tecnica è venuto il tempo di Gelli. E i risultati continuano ad arrivare, tanto che domenica scorsa la squadra di Gonnella, Thiago Tonelli e soci ha raggiunto la vetta della classifica. “Merito di chi investe tanto e di chi ci sta credendo giorno dopo giorno con il lavoro. Come facciamo a far giocare da noi calciatori che hanno anche miltato in A? Merito del progetto: con Gonnella ad esempio abbiamo parlato più di una volta, gli abbiamo raccontato chi siamo e lui ha accettato di essere anche una guida per i nostri giovani“. Franchini lavora anche all’interno del settore giovanile del Castenaso che si è scisso dalla società che quest’anno milita in serie D. Eppure Castenaso è a pochi chilometri da Sant’Antonio. Impossibile parlare di fusione? “Il Castenaso si è già unito al Val Goof e non credo che ora ci siano i presupposti. Tanto più che loro hanno dimostrato di reggere benissimo la categoria. Per quanto concerne i settori giovanili delle squadre mi piacerebbe che anche la Federazione ci investisse di più, aiutasse le società a sostenere queste attività. Magari anche organizzando un grande evento per tutte le società al Dall’Ara. Sarebbe un’esperienza bellissima. E lo sarebbe ancora di più se si facesse una cosa del genere anche insieme al mondo del basket, magari coinvolgendo il PalaDozza“. Per ora resta un sogno, ma alle volte, si sa, i sogni finiscono per avverarsi.

m. m.

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