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Fortitudo – Tinti: “Mi aspetto un match molto fisico”

1 Novembre 2013
Fortitudo – Tinti: “Mi aspetto un match molto fisico”

Antonio “Toto” Tinti, coach della Fortitudo103 Tulipano Impianti, ha fatto il punto a 24 ore dalla delicata sfida di Cento.
Dal punto di vista fisico è tutto a posto e i ragazzi stanno bene. L’avversaria di domani è una delle squadre fra le candidate alla promozione: l’obiettivo dichiarato di Cento è fare meglio dell’anno scorso quando sono stati eliminati in semifinale da Ravenna. E’ una squadra fisicamente tosta che nelle prima 4 gare ha sempre schierato per tutti i 40′ almeno 3 giocatori attorno ai 2 metri. Si alternano Nieri, Carretti, Silimbani, Agusto e Ikangi. Silimbani è un tiratore mancino che ha giocato sempre in DNA o DNB esperto di categoria così come Agusto che ha vinto la DNB a Ferrara 2 anni fa. Nieri è espertissimo e molto importante, Carretti è un lungo molto atletico con un buon tiro da fuori che a Cento in questi anni è cresciuto tano diventando uno dei migliori centri di DNB. Il leader, da tenere particolarmente d’occhio, è Di Trani play guardia che viaggia con 19 punti di media e spesso si carica la squadra sulle spalle, è a Cento da 3 anni ed ormai è diventato un beniamino. Ora ha molto spazio anche Mabilia che è un play under esperto della categoria.
La gara per noi sarà un bel banco di prova per valutare i miglioramenti. L’amichevole che abbiamo fatto nel precampionato è stata molto fisica e combattuta, abbiamo fatto ottime percentuali nei tiri da 3 cosa che Cento permette molto. Ci alleniamo molto sul tiro e dobbiamo essere sciolti, prenderceli senza aspettare quel mezzo secondo di troppo o fare quel passaggio in più che fa sistemare la difesa avversaria. Domani sarà una gara completamente diversa, ci sono i 2 punti in palio e vincere a Cento in campionato è sempre difficile. Sarà una partita molto fisica, loro in attacco cercano molto l’1 contro 1 in post basso e sono bravi a ribaltare il lato, bisognerà difendere bene e non farli tirare con i piedi per terra. Un fattore importante sarà limitare i danni nei break negativi, rallentare il ritmo e non far gasare troppo l’ambiente. Nei momenti favorevoli dovremo fare di più con continuità, spingere e diventare cinici.
A Cento il nostro arrivo è un po’ l’evento dell’anno e non dovremo farci condizionare dall’ambiente esterno, sarà un test anche dal punto di vista mentale, dovremo riuscire a interpretare i momenti e gestire i ritmi della partita.
Per me sarà una gara particolare perché son cresciuto lì ed è una squadra di valore. Ci sono già tornato un paio di volte da avversario e anche Caroldi e Seravalli sono due ex, ma siamo completamente immersi in questa esperienza che ci è stata permessa, per me allenare la Fortitudo è una cosa che va oltre, non c’è tempo di pensare a queste cose. E’ ovvio che vincere ti fa stare più sereno ma nelle due ore di allenamento siamo sempre concentrati a far bene le cose in campo, tutto quello che c’è fuori rimane fuori anche dalle teste dei giocatori.
Penso che in generale in questo campionato sia difficile uccidere le gare subito, l’ho notato guardando anche le altre gare: c’è molto equilibrio, le partite sono combattute e bisogna sempre “stare sul pezzo”, lo testimonia anche questa classifica dove le gerarchie non sono ancora definite. Noi ora non dobbiamo pensare a griglia e classifica ma a crescere come squadra per trovare certezze. Parlando dei singoli De Min con la sua esperienza mi sembra stia andando bene soprattutto dal punto di vista offensivo, Pederzini deve essere una delle nostre prime opzioni in attacco e sta trovando la sua dimensione lo si è visto dal terzo quarto di Mortara in poi. Venturelli credo debba sbloccarsi, trovando qualche tiro subito. Caroldi a inizio campionato non stava bene ma ora che si è ripreso sta cercando di prendere in mano la leadership tecnica della squadra. Spizzichini deve stare più sereno e capire che in questa categoria può fare molto bene, in difesa poi è sempre concentrato. Il concetto è che dobbiamo essere una squadra, i punti di De Min a inizio gara con Alessandria, ad esempio, sono nati da giochi di squadra e queste sono cose positive
”.

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