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Fortitudo – Sabatini: “Il mio futuro lo vedo con questa maglia”

13 Novembre 2013
Fortitudo – Sabatini: “Il mio futuro lo vedo con questa maglia”

Dalla tripla sulla sirena nella gara contro Alessandria, ai 16 punti messi a segno contro la Don Bosco Livorno, si sta mettendo sempre più in evidenza il giovane Gherardo Sabatini che oggi ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del Paladozza. Queste le sue parole in conferenza:
Il tiro allo scadere? Quando me la sento tiro e spero, l’importante è farlo sempre convinti. Io son sempre stato uno che fa quel che si sente, non credo che ci siano situazioni che mi mettono in soggezione, son tranquillo quando gioco, vedo quel che c’è da fare e provo a farlo. Se poi mi riesce tanto meglio. Quando fai parte di un gruppo con molti leader offensivi abituati a tirare tanto e vieni dal settore giovanile, devi fare attenzione a quanti tiri ti prendi e a servire i compagni. Pian piano sto iniziano a difendere nel modo giusto e rendermi pericoloso offensivamente.
Sono molto istintivo, a volte troppo, devo imparare a regolarmi in questo aspetto. Il coach spesso mi chiede di spingere e attaccare in velocità, non è sempre facile perché se forzo all’inizio e sbaglio, oppure faccio sfondamento, poi so di non avere troppi minuti per recuperare e rischio che mi rimetta in panchina. Quello che vuole lui è velocizzare il gioco, fare contropiede, correre.
Se sto imparando dai miei compagni? In squadra c’è Caroldi che per tutti è un leader, ci aiuta a star bene in campo, si vede che ha esperienza. La differenza rispetto alle giovanili è la fisicità, perché quando devi marcare della gente di 30 anni che si prende iniziative perché è leader offensivo di una squadra, devi stare attento e forzare un po’, devi far sentire il fisico. In tutte le categorie è importante l’intensità, devi far sentire le mani addosso all’avversario.
Fuori dal campo? Per me che vado ancora a scuola questa esperienza è piuttosto impegnativa. Mentalmente è un periodo molto intenso, ma il basket mi piace, mi diverte, l’importante è renderlo divertente, perchè se ti prende lo fai volentieri e finisce che anche se a volte torno a casa stanco son felice. L’importante è che la squadra vinca. Il mio futuro? Gioco alla Fortitudo, il mio futuro è qua, è un ambiente per un giovane e ho trovato i compagni ideali per crescere. Ho un contratto di un anno e ovviamente spero di rimanere e salire di categoria come nei piani della società e di tutti i giocatori. Certo il mio passaggio dalla Virtus alla Fortitudo ha provocato le battute di qualche amico, ma io sono tranquillo: l’importante è giocare a basket.
Il pubblico? E’ un fattore positivo, a me piace quando c’è un bel clima, il calore, io stesso sono stato tifoso e so cos’è la sensazione che dà provare certe emozioni sulla propria pelle. Preferisco un palazzo bello e pieno, a uno vuoto in periferia. Mio papà? Con lui parlo poco di basket, magari a fine gara mi dà qualche opinione su come ho giocato come è normale che sia ma niente di più. Quest’anno deve dividersi tra me e la Virtus, del resto per un genitore veder giocare il proprio figlio è il massimo, quindi prova a conciliare entrambi gli aspetti. Ogni tanto deve scegliere, ma non sono problemi questi.
A Bologna sta rinascendo la passione per la pallacanestro? Si sa che Bologna è Basket City e che la gente ama il basket: lo si vede dal movimento che c’è nei campetti, al Meloncello, al Playground dei Giardini Margherita. In più si sa che la Fortitudo ha un pubblico che la segue in ogni categoria, magari non ci si aspettava 4000 tifosi, ma meglio così, l’importante è che lo sport bolognese sia sempre ai massimi livelli e… speriamo anche il Bologna Calcio“.

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