Radio Nettuno

Fortitudo – Tulipano Impianti, a Piacenza il poker è servito

17 Novembre 2013
Fortitudo – Tulipano Impianti, a Piacenza il poker è servito

BAKERY – TULIPANO 69 – 78
(21-19; 36-38; 53-57)
Pallacanestro Piacentina: Gambolati 10, Rombaldoni 4, Zampolli 16, Massari, Bonaiuti 5, Ziotti ne, Italiano 22, Mazzocchi ne, Speronello 6, Garofalo 6. All. Coppeta.
Fortitudo 103: Caroldi 9, Seravalli ne, Bartolozzi ne, Fin 3, De MIn 12, De Ruvo 5, Spizzichini 16, Pederzini 10, Sabatini 7, Venturelli 16. All. Tinti.

Quarta vittoria consecutiva per la Fortitudo che si conferma in vetta alla classifica. Dopo 25′ in altalena con minimi vantaggi da una parte e dall’altra (Piacenza a +9 sul 47-38, dopo un parziale di 17 a 0), la Tulipano prendeva l’inerzia e manteneva il vantaggio fino alla sirena.
Il commento, a fine gara, di coach Tinti: “Dovevamo essere più cinici nel finale del 2° quarto che dovevamo chiudere con un vantaggio più ampio. Nei primi due periodi siamo andati male sui rimbalzi difensivi, ma Piacenza è una squadra fisica ed esperta. Loro hanno iniziato il 3° quarto sulla spinta finale del 2°, noi non ci siamo fatti trovare pronti sulla difesa a uomo, ma, poi, siamo andati bene sulla zona 2-3 che abbiamo gestito con autorità mettendoli in difficoltà. La cosa che mi fa più piacere sono i 69 punti subiti: vincere in trasferta facendo tanti punti non è facile, devi tenere la squadra di casa minimo sotto i 70 punti, ci siamo riusciti, un’altra tappa. Dopo le recenti vittorie non sapevo come avrebbe reagito la squadra agli elogi: temevo avesse la pancia piena, ma ho visto che abbiamo ancora motivazioni e il pubblico ci dà una mano. De Ruvo ha cambiato l’inerzia della gara? Finalmente Mattia ha fatto quello che è nelle sue possibilità, dopo l’esordio ci sono state due gare in cui la squadra ha giocato male e lui ha pagato le rotazioni, ma è un ragazzo importante, con un ruolo difficile perché ora Pederzini, di cui è il cambio, si sta rivelando duttile e completo ed è difficile da togliere dal campo. Bonaiuti su Caroldi? Sì, mi aspettavo anche Garofalo su Venturelli; Coppeta ha giocatori reattivi e fisici, quindi sapevo che non lo avrebbe messo su un attaccante, ma Caroldi è stato tranquillo e nel finale si è vista la sua impronta da leader”.

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