Radio Nettuno

ESCLUSIVA – Natali e il futuro: “Ora gioco poi vorrei allenare”

21 Novembre 2013
ESCLUSIVA – Natali e il futuro: “Ora gioco poi vorrei allenare”

Ospite dell’Infiltrato speciale su Radio International Bologna da Casteldebole è Cesare Natali. Quali sono le sue condizioni fisiche? “Sono in ripresa, ma non so se sarò pronto per domenica, vediamo i prossimi allenamenti. I campi in sintetico? Non li amo e avendo avuto problemi al tendine non li gradisco“. Quali sono state le tappe più importanti della carriera? C’è qualche ramarico? “Sinceramente no: a Udine e a Torino potevo fare il salto, invece la Fiorentina è stata la squadra più importante in cui ho giocato. La Nazionale? Ai miei tempi c’erano i Nesta e i Cannavaro, era difficile trovare spazio. Oggi sarebbe diverso, non vedo dei fenomeni. Com’è cambiato il mio ruolo? Una volta piacevano più i difensori da contatto con l’attaccante, oggi si guarda più al reparto e si cercano anche interpreti bravi nella costruzione del gioco“. All’arbitro della gara col Torino che cosa ha detto? “In campo gli ho detto che era scarso. Nel tunnel il collaboratore mi ha chiesto spiegazioni, io gli ho ribadito il concetto ed è finita lì. Poi sono andato nello spogliatoio e di lì a poco arriva il team manager a dirmi che ero stato espulso. Sono andato a cercare l’arbitro e la situazione è degenerata: sono stato sciocco, ma non in modo diverso da come sono sempre in campo. Forse ho trovato l’arbitro permaloso“. Differenze tra il suo primo Bologna e quello in cui è oggi? “Allora avrei potuto viverlo con altre aspettative ed emozioni, le differenze sono personali. La squadra? Allora era più esperta“. Preferisce giocare a tre o a quattro? “Mi trovo bene a tre, a Udine è sempre stato un must, anche se con ali più vere. A Bologna mi trovo bene con Antonsson, con lui ho un buon feeling. Per un difensore è essenziale il tempo di gioco“. Che successe a Firenze quando si disse che lei già giocatore del Bologna, avesse pagato una cena agli ex compagni viola? “Me lo chiese un giornalista, ma non è vero. Non è mai successo“. Il suo rapporto con Bologna? “A Torino e Firenze situazioni ambientali più complicate, qui i giocatori hanno un credito di fiducia illimitato“. Come giudica gli errori di Curci? “Fanno parte del ruolo, come quando un attaccante sbaglia un gol a porta vuota“. Ha paura di retrocedere? “No. Lo scorso anno abbiamo avuto un buon piazzamento finale. All’interno non c’è nervosismo, giusto che in una squadra ci sia il confronto, ma non con l’allenatore, men che meno sul modulo. Certo chi sta fuori è più scontento, ma è pagato per fare delle scelte. Sta ai giocatori dimostrare che eventualmente si sbaglia. Comunque bisogna che tutti stiano sereni“. Com’è Diamanti? “E’ pesante  (ride, ndr), ma non è uno che crea problemi, è un personaggio. Se eccede, glielo dici e basta, finisce lì. Gilardino non è un personaggio. Altri personaggi? Perez parla poco ma quando parla…e poi Pazienza“. Perchè ha scelto Bologna? “Avevo un’opzione di un anno a Firenze, ma ho preferito Bologna. Quando smetto? La voglia c’è, vediamo come sto. In futuro mi piacerebbe allenare, mi ci vedo“. Qual è l”attaccante più difficile da marcare? “Ibra, non è solo tecnica, è anche fisico. Molto fisico. Chi mi ha impressionato di più quest’anno a Bologna? Cristaldo, è forte“.

m. m.

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