Radio Nettuno

ESCLUSIVA – Guaraldi: “Le contestazioni? Non servono”

13 Novembre 2012

 

Albano Guaraldi si presenta nella sala stampa di Casteldebole per fare chiarezza sul momento del Bologna. In apertura si assume tutte le responsabilità per la situazione dei rossoblù: “E’ un momento difficile, è colpa di tutti ma è soprattutto mia che sono il presidente. La situazione è grave ma non compromessa, credo comunque che risaliremo. In queste settimane non ho parlato non per il desiderio di fuggire ma perchè speravo che ognuno, col mio silenzio, potesse dare il meglio di sè“. Poi sul bilancio: “La gestione dei conti non permette spese folli ma abbiamo fatto sforzi per giocatori in cui credevamo e crediamo tuttora. Se serve, interverremo a gennaio. Pioli? Su di lui come uomo e come mister abbiamo la massima fiducia, non è mai stato in discussione. Il mister è un duro ma capisco le sue preoccupazioni. Le qualità di questa squadra ci sono, ma manca l’amalgama. Solo stando uniti ne usciremo, non con la guerra dei Roses“. Non può mancare un passaggio sulla contestazione dei tifosi alla società: “Non otterranno nulla contestando, i punti li faremo con il loro appoggio che non è mai mancato. Non dimentichiamo chepoco tempo fa questa società l’abbiamo salvata, poi è vero che qualche errore è stato commesso“. Il presidente interviene anche sul centro tecnico, il cui primo step dovrebbe costare 16 milioni di euro. L’intervento sarà finanziato dal Credito Sportivo e il mutuo avrà durata ventennale: “Sono uscite informazioni false: non c’è alcuna villetta o appartamento, certa stampa è delittuosa, vuole solo mettermi in cattiva luce e non fa onore all’intera categoria. Il centro sportivo non farà guadagnare Guaraldi ma il Bologna. A Parma pensate che fu la stampa a far tacere le prime contestazioni sulla costruzione del nuovo centro tecnico: accetto qualsiasi critica sul mio operato da presidente ma nessuno potrà mai mettere in dubbio velatamente o direttamente la mia buona fede. Se volete fatemi passare per stupido ma non per ladro. Insomma non è trovando colpevoli che risolviamo le cose, ma rimanendo tutti uniti“.

m. m.

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