Radio Nettuno

ESCLUSIVA – Guaraldi all’attacco. Poi annuncia: “Un aiuto per Zanzi”

22 Novembre 2013
ESCLUSIVA – Guaraldi all’attacco. Poi annuncia: “Un aiuto per Zanzi”

Il presidente del Bologna Albano Guaraldi attacca a ruota libera tutta la stampa bolognese, non risparmia nessuno. Il punto di partenza è il pezzo di Repubblica in cui si accusano numero uno e direttore generale di essersi aumentati i compensi. Il punto di arrivo è l’annuncio che a Casteldebole non ci saranno più conferenze stampa, i giocatori parleranno solo attraverso la radio: “Repubblica? Non hanno indovinato un numero, ma questo è nel miglior stile Bologna. Non c’è informazione a Bologna, ci sono lobbies. I giornali si scagliano contro di me, perchè c’è questa trasmissione, ma tante testate è difficile tenerle buone. Questo è stato sufficiente per scatenare le ire di giornalisti che fino a un giorno prima erano schierati a favore. Come presidente ho trattato tutti alla pari. Le parole di Cazzola su Bologna a volte sono vere. Tra l’altro sto anche pensando di non andare domenica allo stadio a vedere la partita con l’Inter. Bologna merita più di questo, ci sono politici che parlano, danno consigli, ma che poi per venire allo stadio si fanno regalare l’abbonamneto da noi. Che cosa ha fatto questa gente per il Bologna? Sono amareggiato“. Dalle amarezze bolognesi a Massimo Zanetti: “Lui dice che se c’è bisogno, c’è; ma lui c’era già e si è defilato. Noi abbiamo proseguito e siamo rimasti. Il presidente di una società di calcio deve capire che ha in mano qualcosa di molto particolare, è una società di diritto privato ma di dominio pubblico. Le notizie vengono fatte e disfatte, un esempio sono i titoli su Amelia e Viviano. L’attacco di Repubblica è prevedibilissimo: comunque dalla prossima settimana stop alle conferenze stampa, i giocatori parleranno solo in radio“. Guaraldi è un fiume in piena: l’unica autocritica che si muove è l’inesperienza, poi si passa da Baccilieri (“Anche quando la notizia è una bufala ricevevo chiamate di giornalisti che mi dicevano che non potevano comunque rimanere dietro ai loro colleghi“) a Cristaldo (“Godetevelo fino a quando c’è, non dico che lo riscattiamo perchè non sarebbe vero“), dalle difficoltà di trattare con le banche sempre per colpa dei giornali all’annuncio – come detto in precedenza – che ai microfoni di Radio International Bologna si presenterà anche il direttore generale rossoblù Roberto Zanzi. Mercato e prospettive: “Diamanti ce l’ha suggerito Bisoli; Kone l’ha segnalato Zanzi. Non ci sono sostituti di Taider o Cherubin? Si può essere più attenti, ma il settore tecnico verrà rinforzato, entrerà un’altra figura di spessore, un talent scout. Ci vuole una figura che aiuti Zanzi“. A che punto siamo col Centro tecnico? “Io non ho preso una lira, abbiamo valorizzato un terreno che è del Bologna. Il Credito sportivo ha emesso una delibera con cui annuncia il finanziamento dell’opera. Garanzie? L’ipoteca sull’area e una fideiussione personale. Se il Tar blocca tutto, è ininfluente. Se va avanti, invece, potrebbero entrare investitori nella parte commerciale e alberghiera. Lo stadio nuovo? Non lo facciamo, perchè non ci sono risorse“. Ma lei è disposto a cedere le sue quote? Quanto vuole ricavare? Almeno quelli che ha messo? “Magari c’è uno sconto, ma dipende anche dalle garanzie che offre per il Bologna. La mia ingenuità? Essermi fatto convincere a mettere i 3,5 milioni e diventare presidente“. Qual è il futuro del Bologna? “Faremo tanti correttivi, figure nuove, riduzione degli ingaggi. Ci siamo permessi lussi come Pioli, che è un buon tecnico ma forse il Bologna non può permettersi“. Il caso Portanova: “La vicenda calcio-scommesse non ha giocato a favore, io l’ho sempre sostenuto: ma quando ad Andalo mi arriva la Procura Federale per responsabilità soggettiva non gli ho fatto presentare la maglia. Finita la squalifica, non sono io che ho spinto per farlo andare via. Non ho chiamato Preziosi, l’ho visto, lui mi ha detto che mi avrebbe tolto un problema e ha cercato di darmi Bovo. Soldi da Preziosi? No, ci ha scontato il costo del prestito di Gilardino. Per me Portanova era incedibile, gli ho detto che a fine campionato avremmo parlato del rinnovo, ma quello non era il momento. Alla fine è tornata fuori la storia che il Genoa aveva un accordo con lui, non ne potevo più e ho detto a Preziosi: Fai quello che vuoi“.

m. m.

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