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ESCLUSIVA – Gabrieli: “Centro tecnico? Business-plan in cda…”

19 Novembre 2013
ESCLUSIVA – Gabrieli: “Centro tecnico? Business-plan in cda…”

Dai conti al centro tecnico, dal fabbisogno al fantasma della serie B. Il primo ospite della trasmissione “Infiltrato speciale” in onda da Casteldebole su Radio International Bologna è stato il direttore finanziario e amministrativo del Bologna Alessandro Gabrieli, che ha risposto alle domande su presente e futuro della società rossoblù. Il punto di partenza è il rischio fallimento del Bologna: “Manca molto, non siamo nelle condizioni di essere vicini a un fallimento. Chiaro che dobbiamo fare valutazioni attente, dobbiamo controllare tutte le uscite, ma non c’è questo pericolo“. La questione dei conti migliorati rispetto all’era Porcedda tra debiti che diminuiscono e stipendi che aumentano: “I ricavi sono incrementati in maniera marginale, determinati costi invece si sono mantenuti stabili. Quello che è cresciuto è il costo del lavoro, soprattutto in relazione ai premi dei singoli calciatori. I debiti? Nel 2010/2011 erano di 86 milioni di euro, oggi sono 71, quindi c’è stato un miglioramento. Quelli a breve verso i fornitori? Erano 15 milioni, ora sono 14. I debiti con la Lega Calcio, infine, sono stati azzerati e questo è il punto più importante perchè tre anni fa erano 34 milioni: il Bologna avrebbe dovuto pagare oltre 10 milioni di cassa all’anno ed è una cifra questa assolutamente ineludibile. Il monte ingaggi? E’ aumentato ma biosgna considerare anche la tipologia dei contratti: il problema è prospettico, va valutato di anno in anno, tenendo sotto controllo la durata e l’entità degli stessi. Che si fa ora? Entro gennaio o immettiamo dei soldi, o vendiamo un giocatore, o riduciamo i costi o aumentiamo i ricavi“. Il rischio della serie B e delle conseguenze di una retrocessione: “Innanzitutto diamo per scontato che non succeda. Comunque vado controcorrente e non sono convinto che una retrocessione sia la tragedia definitiva, una società si può gestire anche con i ricavi più stretti della B. Però non retrocederemo“. Capitolo centro tecnico: “Il centro tecnico deve poter camminare sulle sue gambe. Stanno verificando la possibilità del suo finanziamento e non mi risulta che il marchio Bologna sia stato dato a garanzia: poi, scusate, cosa se ne farebbe il Credito sportivo di una squadra di calcio? Il piano economico-finanziario dell’opera c’è e cerchiamo di renderlo sostenibile. Ci sono contatti e richieste di informazioni continua da parte del Credito sportivo, l’istruttoria è in fase avanzata. Il business-plan non è stato presentato alle associazioni, ma è stato presentato in cda“.  Andando avanti così il Bologna si regge in piedi? “Dal punto di vista economico il Bologna starebbe in piedi, ma quello finanziario è più critico“. Qual è il budget del settore giovanile? “Due milioni e 200mila euro la scorsa stagione e sarà così anche quest’anno. Noi abbiamo un piano industriale quinquennale, ma è la normalità in una società“. Quanti soldi servono per arrivare tranquilli alla fine dell’anno? “Da qui a maggio è difficile dirlo, ma non siamo lontani dai 4 milioni di euro“.

m. m.

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