Radio Nettuno

ESCLUSIVA – Eccellenza, Farneti: “Vi racconto la mia Imolese”

12 Ottobre 2012

 

Quindici punti in cinque gare non sono mai frutto del caso. Nemmeno se qualcuno sussurra che l’inizio del campionato per l’Imolese sia stato soft. “Se c’è chi dice questo non rende giustizia a formazioni come Sanmaurese, Misano o Massa Lombarda“. Ospite negli studi di Radio International Bologna il mister della capolista del girone B dell’Eccellenza ha raccontato la sua nuova esperienza nella città alle porte di Bologna. “Dopo quattro anni a Sasso Marconi è arrivata questa nuova opportunità in una società molto organizzata e in una realtà che ha tanta fame di calcio: mi sono trovato da subito molto bene, abbiamo fatto il ritiro a Castel Del Rio e questo ci ha permesso di lavorare bene. A Imola ci sono strutture che nemmeno a Grosseto in serie B hanno. E poi c’è un tifo importante, al Romeo Galli ci vengono a vedere non meno di un migliaio di persone e questo la dice lunga sulla passione per il calcio da queste parti“. Eppure l’Imolese non parte con i favori del pronostico: l’ottimo inizio non deve far dimenticare che qui si è puntato su un mix di giovani di belle speranze e di giocatori che la categoria la conoscono bene. “Non abbiamo obiettivi e non ci poniamo limiti però ho avuto garanzie dalla società che se a dicembre saremo in posizioni di alta classifica si potrà guardare al mercato per cercare di rinforzare nuovamente la rosa e giocarsela fino in fondo“. Giocatore di calcio fino all’inizio degli anni Novanta quando nel Perugia arrivava il vulcanico Gaucci, Farneti ha avuto esperienze fortunate nell’Iperzola in cui stava per sbocciare il talento di Totò Di Natale e poi da allenatore nelle giovanili della Spal e come secondo a Grosseto dal patron Camilli: “Peccato che a Grosseto sia durata poco, ci hanno esonerato dopo poche giornate ma confrontarsi con quel mondo è comunque importante” Tra Serie B e LegaPro è sbocciato il fenomeno calcioscommesse. Mai avuto sentori ai suoi tempi? “Al massimo si poteva percepire che alcune sfide di fine stagione fossere tacitamente indirizzate ma mai nulla di concreto. Poi ai miei tempi le scommesse non erano ancora state legalizzate e c’erano situazioni diverse. Oggi i calciatori sono spesso lasciati soli, ci sono sempre i procuratori intorno e sempre più spesso si aprono contenziosi con società che non pagano gli stipendi e magari li mettono anche ai margini. A me un caso del genere è capitato con Sansovini che a Grosseto era relegato fuori dalla rosa: eppure lui si allenava con un carattere e una costanza incredibili. La differenza a volte è tutta lì, nella capacità di reazione. Certo è che con chi sbaglia io sarei durissimo. Non capisco nemmeno le speculazioni che si fanno sugli sconti di pena: se non avessero sbagliato non si troverebbero in quelle situazioni e quindi dovrebbero pagare interamente per gli errori commessi“. Tornando all’Eccellenza e al campionato, Farneti analizza anche le sue avversarie bolognesi. “Il Sant’Antonio ha fatto il mercato più costoso, si è permesso anche un ex serie B come Gonnella; mentre il Sasso nonostante le difficoltà iniziali è destinato a crescere. E la categoria la manterrà senza problemi“. L’ultima battuta è per i sogni nel cassetto: “Spero di poter continuare a fare il mio lavoro in ambienti sani perchè il mondo del calcio è bello e di permette di costruire legami che durano anche nel tempo“.

m. m.

Ti piace questo articolo? Condividilo!