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ESCLUSIVA – Di Vaio: “A Bologna non sarò un parafulmine”

8 Novembre 2013
ESCLUSIVA – Di Vaio: “A Bologna non sarò un parafulmine”

Ospite d’eccezione alla trasmissione “Mr Football” su Radio International Bologna Marco Di Vaio ha parlato di presente e futuro, di Montreal e Bologna, di una esperienza che forse nemmeno l’ex capitano rossoblù si sarebbe aspettato così ricca: “Quest’anno a Montreal è andata benissimo a livello personale (20 gol, ndr) e questo mi ha fatto capire che la scelta di andare avanti un altro anno da giocatore è positiva; con la squadra siamo arrivati per la prima volta ai playoff, ma forse non nelle migliori condizioni“. Com’è giocare nella Major League Soccer? “Il calcio è in crescita, ci sono ottimi talenti come dimostra un giocatore come Bradley, ottimo anche in Italia. La cosa pesante sono sicuramente i trasferimenti da una parte all’altra degli Usa, è come giocare tutte le settimane di tutto l’anno la Champions League: ci sono viaggi da 4 o 5 ore di volo, i fusi orari sono diversi e bisogna recuperare e questo ci costringe a partire spesso due giorni prima della gara. Non è semplice e spesso quando scendi in campo non sei al massimo“. E la vita in Canada come scorre? “Qui io e la mia famiglia siamo stati bene, le mie due figlie hanno avuto modo di imparare inglese e francese e più in generale la qualità è alta: Montreal è all’altezza di città come New York, Los Angelese e Chicago, d’estate è bellissimo. Le mie giornate? Non sono molto diverse da quelle che vivevo a Bologna, tutto ruota intorno al pallone e alla mia famiglia. L’ambientamento è stato abbastanza facile anche perchè qui, come a Toronto, c’è una forte comunità italiana, formata da quegli emigranti che hanno lasciato il nostro Paese alcune decine di anni fa. E poi anche qui si mangia molto bene“. In futuro però Di Vaio tornerà a Bologna: non c’è il rischio di essere il parafulmine di una società che non se la passa bene? “No, non sarò un parafulmine, questo è certo. Ho parlato col presidente e mi ha offerto una possibilità importante di trovare un ruolo nella società. Sarà un’altra vita per me e dovrò ricominciare da zero, imparare con umiltà per cercare di fare il bene del Bologna così come ho cercato di farlo in campo” Come vede il Bologna ora? “Stiamo andando bene e sono convinto che Pioli sia la persona giusta in quel ruolo: non vedo tra gli allenatori ora senza panchina uno che possa fare meglio di quanto sta facendo il mister“. Intanto a gennaio a Bologna torneranno Paponi e Pisanu: c’è la possibilità che ripartano poi per il Canada? “C’è questa possibilità, entrambi hanno fatto bene, sono piaciuti alla società che ora avvierà i contatti con i giocatori e poi con il Bologna per capire come muoversi. Anche se prima si dovrà scegliere l’allenatore. Comunque qui abbiamo creato un buon gruppo di italiani e stiamo dando tutti un contributo per far crescere il gruppo“. C’è spazio anche per una valutazione su due talenti passati da Bologna: Osvaldo e Ramirez. “Osvaldo deve solo capire che cosa vuol fare e che tutto dipende da lui. E’ un talento eccezionale, uno dei più forti attaccanti con cui abbia giocato. Ma fin che cambia squadra ogni anno sarà difficile dimostrarlo. Gli auguro di trovare come ho fatto io, ma prima di quanto l’ho fatto io, una piazza come Bologna. Ramirez? Mi stupisce che non trovi spazio al Southampton, è un grande giocatore e l’anno scorso aveva pure fatto bene“.

m. m.

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