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ESCLUSIVA – Coldebella: “Fortitudo prima in Italia negli abbonati”

21 Novembre 2013
ESCLUSIVA – Coldebella: “Fortitudo prima in Italia negli abbonati”

Il direttore generale della Lega Pallacanestro, Claudio Coldebella, è stato oggi ospite durante la trasmissione “Scusate l’interruzione”.
La notizia più interessante arriva sulle cifre degli abbonati: “Con 3015 tessere staccate, la Fortitudo 103 è la prima, come numero, tra tutte le nostre società“.
Claudio, raccontaci del tuo ritorno sotto le Due Torri: “A 38 anni ho smesso di giocare, ho fatto l’assistente a Milano e poi il g.m. a Caserta, successivamente Treviso e poi mi sono divertito a fare il factotum, nella stagione passata, della neonata Treviso Basket. In estate è arrivata questa possibilità e mi è subito piaciuta molto“.
Questa nuova Lega che ha fagocitato LegaDue e LNP, com’è? “Ha ben 178 squadre e siamo sempre il secondo sport di squadra dopo il calcio. Ogni anno, come movimento, perdiamo 40-50 società all’anno e non perdiamo solo dei giocatori, ma anche dei settori giovanili, delle basi per il nostro sport. Dobbiamo essere una lega di servizi e supportare le società in tutte le loro problematiche. I club devono potersi sostenere da soli e gli sponsor della Lega oggi ci servono per dei progetti, in primis quelli televisivi, vedi la web tv“.
Certezza degli emolumenti e due stranieri nella ex B1, il tuo pensiero? “Innanzitutto Gold e Silver diventeranno un unico campionato nel giro di due anni. Siamo l’unico paese al mondo in cui ci sono giocatori che, in quarta serie, fanno i professionisti. Si smette di giocare a 35/38 anni e si entra nel mondo del lavoro senza alcuna precedente esperienza e, quindi, ecco che la partnership con un’azienda come Adecco ha un senso. Per quanto riguarda il discorso dei rimborsi non pagati ai giocatori, stiamo cercando di far capire ai dirigenti che non ti cambia la vita arrivare settimi o decimi, se poi il tuo investimento contribuisce alla chiusura della società per problemi economici; è un cambiamento, in primis, culturale delle società. I due americani nella Silver, invece, stanno facendo fiorire un campionato che, forse, s’era fermato come interesse. Lo vediamo col dato degli abbonamenti e dei biglietti venduti dalle squadre; io provengo dal basket con due stranieri e mi piace questo tipo di pallacanestro che mette spesso a confronto giovani d’interesse nazionale e gli americani. Speriamo che le regole non cambino troppo spesso in futuro. Nei prossimi giorni comunicheremo la location per le Finali di Coppa Italia che sono previste per il 7-8-9 marzo“.
Passiamo a Coldebella e Bologna: “Nel 1989 dovevo scegliere tra Verona o Virtus e, alla fine, ho fatto la scelta giusta, anche se ero il cambio del play e non il titolare. Bologna è una città che mi sono sempre portata dentro; te ne accorgi solo quando sei all’estero di quanto sono importanti alcuni posti e Bologna è una delle mie città“.
Il tuo rapporto con Danilovic? “Ci siamo conosciuti da avversari/nemici e, quando arrivò a Bologna, coach Messina, per risolvere la questione, ci mise in camera assieme dal primo giorno di ritiro a Folgaria; ho vissuto con lui due anni fantastici; eravamo molto amici, poi, la terza stagione, quasi non ci parlavamo, ma la nostra professionalità ha, comunque, permesso alla Virtus di vincere un altro scudetto“.
E Brunamonti? “Da Roberto ho preso la leadeship silenziosa; bastava vederlo come si comportava, mai fuori delle righe, un vero capitano“.
Il presidente Cazzola? “Era un vincente, come Sasha“.
La famosa rissa di Pesaro con McCloud? “Ci siamo scontrati in campo e m’è dispiaciuto molto per il discorso di razzismo, tanto che ho dovuto vincere una causa civile per difendermi da questa calunnia; lui mi ha soltanto colpito con violenza alle spalle, tutto qui. Però quei cori contro di me, nei palasport di tutt’Italia, mi hanno convinto che era meglio cambiare aria e sono poi andato in Grecia“.
Sono pochissimi gli italiani che giocano fuori dal nostro paese, NBA a parte. “I giocatori italiani dovrebbero aprirsi un mercato anche verso l’estero, è una esperienza che consiglio, anche se ho gli incubi se ripenso a coach Ioannidis; credo, però, di esserne uscito fortificato da quell’esperienza ellenica“.
Cosa pensi della Virtus di oggi? “Mi piace, sta facendo delle belle iniziative rivolte a quei giocatori che hanno fatto la storia della società bianconera; sta dando valore al proprio passato“.
Differenze tra i derby bolognesi e quelli greci? “Lì erano gare decisamente più tese, te ne facevano di tutti i colori, tipo ritardarti l’inizio del riscaldamento o metterti gli altoparlanti, con la musica a tutto volume, a fianco della panchina; qui ci si fermava agli sfottò“.
s.m.

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