Radio Nettuno

ESCLUSIVA – Bfc, Baldini: “Il mio sogno? Allenare a San Siro”

16 Ottobre 2012

 

Dieci punti in sei gare sono un buon punto di partenza per uno come Francesco Baldini, neo-allenatore della Primavera, ospite negli studi di Radio International Bologna. Sono il segnale che la base è buona e che lavorando si possono raggiungere risultati ambiziosi. Ambiziosi come Baldini. “Sì è vero lo sono e penso sia una qualità importante. Il mio sogno da allenatore? Entrare a San Siro e sedere su una di quelle panchine. Però ora mi concentro sui ragazzi del Bologna: vedo che ci sono qualità interessanti in alcuni di loro, ci si può lavorare. Il mio metodo? Mi concentro molto sulla testa dei miei giocatori, a un ragazzo puoi insegnare tutta la tecnica e la tattica del mondo ma senza testa non si va da nessuna parte“. E lui, Baldini da Massa Carrara, di parti ne ha viste molte nella sua carriera da calciatore: “Ho girato parecchio anche se i 7 anni a Napoli sono stati quelli che ricordo con più affetto: lì la gente vive di calcio, lì il calcio si respira ovunque”. Ma c’è stata anche una parentesi  nella sua squadra del cuore, la Juventus. “Ci arrivai nel 1992 con Alex Del Piero ma non ho avuto la sua fortuna: non c’era molto spazio e per un ragazzo di 18 anni non era semplice“. Non manca anche qualche rammarico per l’andamento della sua carriera: “Purtroppo per due volte il ginocchio ha fatto crack e questo è stato un handicap. Però non ho rimpianti per la carriera che ho fatto“. Già quattro o cinque anni prima di chiudere col calcio giocato sapeva che il suo destino sarebbe stato in panchina. “Mi è sempre piaciuta l’idea, non mi vedevo come procuratore. Anzi forse è stato il motivo per cui la mia carriera è entrata nella parabola discendente: quando cominci a ritenerti superiore all’allenatore è meglio che smetti di giocare“. L’anno scorso è arrivata quindi la chiamata degli Allievi Nazionali del Bologna e quest’anno c’è stato il passaggio alla Primavera: “Non ci poniamo obiettivi, l’unico è quello di arrivare ai playoff. Speriamo di centrarlo“. Come ogni buon allenatore che si rispetti anche Baldini rifugge dai commenti sui singoli e l’unico su cui spende qualche parola è un…giocatore della prima squadra: Marti Riverola. “Ha giocato con noi una partita ma è il tipo di centrocampista che piace a me, gioca sempre la palla, ha qualità, non butta mai via il pallone“.  E a proposito di Spagna, è proprio alla cantera del Barcellona che il mister guarda. Pur sapendo che a Bologna siamo lontani anni luce da una realtà simile. “Da loro è lo stile di gioco ad essere identico, dai più giovani ai grandi della prima squadra; non è solo una questione di modulo, ma di modo di stare in campo e intendere la partita di calcio. Qui c’è ancora molto lavoro da fare. I rapporti con Pioli? Non ci vediamo spesso, lui ha le sue gatte da pelare e deve risolvere i problemi che ha. Penso comunque abbia l’organico per rimanere in serie A“.

m. m.

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