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Curci&Agliardi, questo è il problema. Ma occhio ai numeri…

18 Novembre 2013
Curci&Agliardi, questo è il problema. Ma occhio ai numeri…

In attesa di Dejan Stojanovic meglio Gianluca Curci o Federico Agliardi? E’ questo il dilemma che attanaglia e divide i tifosi rossoblù in vista della delicata sfida di domenica sera contro l’Inter. Il primo arriva da due errori grossolani contro l’Atalanta e in generale da un inizio di stagione da montagne russe: dall’errore contro la Sampdoria che spiana la strada a Eder e dalle incertezze con Torino e Roma agli oltre 300′ minuti di imbattibilità intercorsi tra le sfide con Sassuolo (in parte), Livorno, Cagliari e Chievo. Difficile capire come possa interpretare il ruolo invece il buon Agliardi, estromesso lo scorso anno dopo le tre reti subite a Roma e mai più rientrato nei piani di Pioli. Gettando uno sguardo alla scorsa stagione Agliardi ha raccolto 22 presenze subendo 31 reti (in quattro occasioni non ha raccolto la palla in fondo al sacco: contro Catania, Palermo, Lazio e Chievo) con errori abbastanza clamorosi nelle gare contro il Milan e il Pescara e lasciando una impressione generale di insicurezza soprattutto nelle uscite. E Curci? L’ex Roma lo scorso anno in campionato ha giocato 12 gare subendo altrettanti gol (zero con Cagliari, Inter e Udinese) e commettendo errori evidenti con Torino e Samp. Anche per lui il tallone d’Achille è quello dell’incertezza, ma soprattutto sui tiri dalla distanza. E infatti in questa stagione il problema è emerso in tutta la sua evidenza (unito anche a una imbarazzante fragilità difensiva che non lo ha aiutato) con topiche clamorose nelle gare contro Napoli (su Callejon), Samp (su Eder) e Atalanta (su Brivio e Livaja) oltre ad incertezze sparse qua e là nel corso delle partite: in totale comunque 24 reti subite in 12 gare con i soli tre zero già riferiti in precedenza. Curci o Agliardi, Agliardi o Curci, la speranza è una sola: che Pioli non sbagli la scelta.

m. m.

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