Radio Nettuno

Bologna un pò di storia Ippica

19 Ottobre 2012

Bologna ed i suoi Palii

 

Un po’ di storia ippica petroniana

 

La passionedi Bologna peri cavalli e le corse risale ormai ai tempi antichi quando memorabili tornei si svolgevano sotto le due torri, dal Medioevo all’età barocca.

Ma erano soprattutto i palii ad attirare maggiormente l’attenzione del popolo, che per l’occasione veniva coinvolto in un’atmosfera di sfrenata allegria che si riversava per le piazze e le vie cittadine.

Occasioni queste per ricordare avvenimenti particolari di interesse civile o religioso.

Tra i tanti, il più antico e noto tra i palii bolognesi era quello di S. Bartolomeo, iniziato a corrersi il 24 agosto 1249, per celebrare la battaglia della Fossalta contro i modenesi, nella quale cadde prigioniero Re Enzo.

Di particolare interesse ancheil Paliodi S. Pietro, istituito nel 1254 per festeggiare la conquista di Cervia da parte delle armate bolognesi.

In onoredel SantoPatrono della città, dal 1396 al 1854, si svolseil Paliodi San Petronio, l’unico a rimanere in vita dopo la bufera napoleonica che ripulì le città dei suoi palii.

Ironica la trovata di istituire un Palio in onore del Cardinal Lambertini – che abolì tutte le corse esclusi i Palii di S.Pietro e S.Petronio – ogni 17 di agosto (con annessa Sagra della Porchetta) in ricordo della sua assunzione al trono pontificio col nome di Benedetto XIV, avvenuta nel 1740.

Queste corse erano tutte regolate da norme ben precise: prima della gara si affiggevano i bandi lungo le vie del percorso in modo che venissero ripulite tutte le strade. I cavalli iscritti dovevano essere almeno tre e di tre proprietari diversi e la vigilia della corsa si effettuava il pagamento di 7 soldi a cavallo nel cortile del palazzo del Podestà.

Prima della sfida, sulla ringhiera del Palazzo Comunale, avveniva la presentazione tra la musicadel palioalla folla. I cavalli venivano poi allineati a suon di tromba fra due corde, una davanti e l’altra dietro, in attesa del via.

Nel Palio di San Petronio, per esempio, l’iscrizione avveniva il pomeriggio del 4 ottobre nel secondo cortile del Palazzo Comunale. Dopo l’arrivo i tre classificati, tra gli applausi della folla, venivano condotti fino al Palazzo del Comune da un drappello armato preceduto da una bandiera che assieme ai 90 scudi erano dati in premio al vincitore.

 

Queste manifestazioni avevano molto seguito sia tra il popolo che tra la nobiltà tanto che l’istituzione di nuovi premi veniva stabilita con apposite donazioni testamentarie. Tra questi particolare il caso del Conte Vincenzo Hercolani nel 1671 i cui lasciti andarono pian piano aumentando fino a formare, alla metà del ‘700, un capitale di 12.000  scudi. La cifra fu il finanziamento più sostanzioso per la costruzione del nuovo Teatro Comunale. Se Bologna possiede questo teatro lo deve quindi ai cavalli!   

G.F.

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